I PRESTITI DELLA BCE

RILANCIO DELL’ECONOMIA.

La Banca Tedesca, pardon la Bce (Banca Centrale Europea) ha deciso di rilanciare l’economia europea concedendo prestiti alle banche ordinarie dell’Euro–zona che ne fanno richiesta.

Naturalmente le banche, che ne fanno richiesta, sono obbligate ad impiegare il denaro per dare prestiti a imprese e/o famiglie e nient’altro; qualora non lo usassero tutto per questo scopo, devono obbligatoriamente restituirlo e pagare loro gli interessi stipulati con la Bce.

Questo tipo di operazione la Bce l’ha denominata TLTRO, è un acronimo impronunciabile ma forse è meglio così, in altre parole indica uno dei principali strumenti messi in campo dalla Bce per il rilancio dell’economia europea.

È stata fatta una prima asta nella quale tutti i Paesi europei hanno chiesto neanche la metà di quello che potevano chiedere, ciò che è accaduto è molto strano, tanto che anche la Bce è rimasta alquanto sorpresa,.

GUARDIAMO L’ITALIA:

Nella prima asta, che si è già conclusa, le banche italiane potevano chiedere e ottenere fino a 75 miliardi che gli erano già stati assegnati.

Tutto denaro che dovevano poi dare alle imprese e alle famiglie che ne facevano richiesta.

E’ stata fatta una riunione, tipo quelle dei “carbonari”, di tutte le maggiori banche italiane, di cui non voglio fare il nome per vari motivi, le quali hanno deciso di prendere solo 23 miliardi sui 75 che avevano a disposizione.

TANTI NON SOLVIBILI:

Questo fatto non è da sottovalutare, come tutti sappiamo le imprese stanno soffrendo proprio per mancanza di liquidità, lasciamo stare le famiglie che potrebbero prendere il denaro per l’appartamento e per i mobili per poi non riuscire a pagare le rate, come sta accadendo d’altronde.

Infatti le maggiori società immobiliari di compravendita di case, ville e terreni, in Italia, sono proprio le banche stesse, dovuto al fatto che tanti hanno perso l’immobile causa il mancato pagamento delle rate del mutuo stipulato per l’acquisto.

LE BANCHE ITALIANE RIFIUTANO IL DENARO:

Siamo in un momento particolare, c’è bisogno di liquidità, tutte le imprese stanno soffrendo dall’artigiano, alla piccola impresa, alla medio-Grande impresa.

Sta soffrendo la classe operaia e impiegatizia, soffrono le imprese commerciali e tutto il manifatturiero, perché hanno bisogno di denaro e hanno bisogno di liquidità che però non riescono a trovare.

C’è il lavoro ma non c’è il denaro, gli artigiani e le piccole imprese tribolano ad incassare il denaro del lavoro già fatto.

Fino a poco tempo fa si pensava che le banche non finanziassero a causa della mancanza di denaro dovuta alla forte diminuzione della raccolta dei risparmi; infatti i risparmiatori, oggi, ciò che risparmiano non lo lasciano alle banche ma li diversificano.

Quindi le Banche non sono più istituti finanziatori, ma sono istituti di servizio al pubblico .

RISPARMIATORI ITALIANI:

Negli anni ’50, ’60 e buona parte degli anni ’70, ogni italiano al dì sopra dei 7 anni era in possesso di uno o più conti in banca formati da libretti, C/c e altri titoli a risparmio.

Ciò dava possibilità alla Banca di avere liquidità che a sua volta, con le dovute garanzie, poteva prestare a famiglie, finanziare imprese e artigiani.

Lasciamo perdere le garanzie che chiedeva con ipoteche su case e altri beni, firme di avallo, cambiali e altro, sta di fatto che la banca aveva il denaro per finanziare chi voleva e chi riteneva opportuno se ne faceva richiesta.

Da metà anni ’80 in poi, incominciarono a cambiare le cose causa, appunto, la diversificazione degli investimenti da parte dei risparmiatori, così le Banche si ritrovarono a non avere più a disposizione quella liquidità che le dava adito a fare il bello e il brutto tempo verso il mondo del lavoro.

MANI PULITE:

Negli anni ’90 con l’inizio di Mani Pulite, molte imprese persero il lavoro e/o i grandi guadagni “facili” e molte di queste non riuscirono più a restituire il denaro preso a prestito, così la banche si ritrovarono ad avere molti immobili da “svendere” per cercare di recuperare almeno una parte di denaro dato a prestito.

PROMOTORI FINANZIARI:

A fine anni ’90 inizi anno 2000, i politici e gli economisti,non si accorsero di ciò che stava accadendo in Italia nei confronti del manifatturiero e della Richiesta Aggregata.

Molte Società finanziarie che raccoglievano denaro di casa in casa promettendo tassi da sogno incominciarono a fallire e i risparmiatori ci rimisero in quanto lo Stato non ha mai voluto fare una Legge a tutela di questi risparmiatori che venivano raggirati da loquaci promotori.

Questi promotori venivano istruiti da personaggi dediti alla truffa e al raggiro, su come presentarsi di casa in casa e raggirare il risparmiatore con delle promesse basate su esempi in cui il denaro poteva moltiplicarsi più volte in un anno.

Dal contadino, all’operaio e all’impiegato, che avevano con sudore della fronte risparmiato qualche lira, a dire di quei promotori loquaci e ben “pettinati” si trovavano davanti la prospettiva del guadagno facile, alto e sicuro.

PROSPETTI DA SOGNO:

Promotori, assicuratori, parecchia di questa gente aveva come titolo di studio, la quinta elementare o la terza media, alcuni avevano qualche Laurea in scienze politiche ma sta di fatto che ben pochi conoscevano la politica economica finanziaria mondiale.

Si presentavano nelle famiglie con dei prospetti e/o esempi di investimento con un guadagno dal 22 al 35 per cento annuo con l’interesse composto – ricapitalizzato, con pochi milioni di lire scaturivano cifre da capogiro.

Una di queste fu una grande Società tedesca di cui pronuncio solo le prime lettere in quanto esiste ancora e fa ancora il bello e il brutto tempo in certi Paesi, la BAIE….

Aveva assunto ex bancari e altri come sopra detto, li ha istruiti e immessi nel mercato italiano, aveva fatto una raccolta capillare di casa in casa dal Nord al Sud e nelle isole, ben più alta del famoso Bagnasco degli anni ’80 che portò il denaro in Svizzera e fece poi fallimento e tutti persero il denaro.

Molti miei clienti e conoscenti investirono in quei “sogni”, nonostante io li sconsigliassi fermamente facendo esempi per dimostrare che non poteva esistere un guadagno del genere, quindi il trucco poteva solo stare nella truffa.

Nell’insieme del ragionamento di presentazione che faceva il promotore, non c’era una logica economica – finanziaria.

Anche alla domanda come faceva il denaro a far guadagnare tanto, la risposta di tutti più o meno forbita a secondo della loquacità, era che la Società sapeva i movimenti del mercato in anticipo, così poteva investire in ciò che rendeva di più.

LO STATO STAVA ALLA FINESTRA:

Per farla breve il promotore non aveva idea di come la Società per cui lavorava investiva il denaro, il suo compito era solo quello di promettere e raccogliere a più non posso.

Lo Stato non fece mai nulla per frenare questa corsa.

Le banche incominciarono anche loro a promuovere azioni e titoli di grandi colossi mondiali, quindi non prestavano più il denaro alle imprese ma lo mandavano a queste multinazionali tedesche e americane, questo portò alla mancanza di liquidità in Italia.

Ero rimasto l’unico che investiva miliardi su miliardi di lire in Italia e tutti mi dicevano che ero uno sprovveduto.

FALLIMENTO TOTALE:

Dopo la metà anni ’90, molte di queste società d’investimento mondiali incominciarono a fallire come io avevo ampiamente prospettato e così le banche italiane persero il denaro.

Verso l’anno 2000 e d’intorni, molti risparmiatori vennero chiamati dalla loro banca per sentirsi dire che le azioni in cui avevano investito erano scese e che il capitale aveva perso dal 40 al 60 per cento.

Lo Stato non tutelò questi risparmiatori e forse è giusto così, ma questa è altra cosa e ne riparleremo in un’altra occasione.

POLIZZE SULLA VITA:

Negli anni ’80 e ’90 andavano di moda le cosiddette polizze sulla vita, anche queste dovevano avere almeno un rendimento minimo del 16% composto e capitalizzato e con tali schemi si presentavano di casa in casa i promotori.

Se non altro molte di queste compagnie italiane, anche se indebitate non fallirono,i Risparmiatori non persero il capitale, ma quando andarono a riscuotere la Polizza il rendimento netto si aggirava intorno al 2 – 3% e non di più.

Fine anni ’90 inizio anni 2000, molti sogni dei risparmiatori si infransero, in America ci furono fallimenti di Gradi Colossi che detenevano denaro di banche italiane; non solo nel 2001 l’America oltre ai tracolli avuti, correva il rischio di una recessione bancaria del 70%, ecco che allora studiarono l’attacco alla Torri gemelle. …..

INIZIO DELL’ERA DELL’EURO:

Nel contempo in Italia nasceva l’Euro che, al contrario di ciò che dicevo io, doveva essere un toccasana immediato per gli italiani ed io risultavo essere il solito sprovveduto.

Con l’entrata dell’Euro pubblicizzato da Prodi, gli artigiani e le piccole imprese tirarono fuori, così pare, dei risparmi rimasti e iniziarono ad investire nell’impresa.

Le coppie iniziarono ad acquistare appartamenti aprendo mutui, mentre i prezzi salivano alle stelle, la gente comprava.

Fu inutile il mio predicare che la cosa non poteva durare, dicevo che era solo una bolla di sapone che non aveva fondamento, ma anche in quel caso ero il solito sprovveduto di cui gli economisti stessi anche quelli di Stato dicevano il contrario di quello che dicevo io, così molte imprese incominciarono a costruire e vendere con il mutuo.

GOVERNO BERLUSCONI:

Arriviamo al 2008, l’Italia è governata dal Trio (Berlusconi, Bossi e Tremonti).

Tremonti e Bossi camminavano a braccetto gridando evviva il federalismo, mentre la crisi si avvicinava a lunghi passi, gridavano che era già risolta.

Su tutti i telegiornali si sentiva Tremonti che si vantava di avere dato fondi alle banche senza prendere il denaro dalle tasche degli italiani, si vantava di avere risolto la crisi mentre gli altri Paesi dell’Euro-zona erano ancora nel pieno della recessione.

Mentre al Governo avveniva tutto questo, la bolla immobiliare svaniva come la neve al sole, chi aveva un mutuo non aveva più i soldi per la rata, e così molti hanno tramutato la rata del mutuo in affitto e perso la proprietà incamerata dalla banca stessa.

COLLASSO ECONOMICO:

A parte gli sbagli e le valutazioni del passato la cosa più importante, in un momento come questo, è capire il motivo del rifiuto da parte delle banche italiane di denaro da dare alle imprese e alle famiglie.

Se ci ragioniamo sopra, la cosa è molto grave:

infatti in un momento di bisogno, gli istituti finanziari del Paese rifiutano l’aiuto della Banca Centrale che ha tutto l’interesse di salvare l’economia e riportare il benessere in ogni famiglia e/o impresa che sia.

Per rifiutare questa linfa vitale ci deve essere un motivo molto, molto grave in quanto il rifiuto, danneggia una Nazione intera con tutti i suoi abitanti con il rischio di una continua recessione che porta al collasso economico senza fine.

MOTIVO DEL RIFIUTO:

Una cosa è certa, se le banche hanno rifiutato l’aiuto della Bce un motivo esiste, cerchiamo di esaminare la situazione ragionando sui fatti e sulla logica economica attuale con la crisi in cui imperversa l’Italia.

Se le banche hanno rifiutato il denaro che avrebbero dovuto dare alle imprese e alle famiglie, ci sono solo tre motivi per arrivare a questa conclusione.

1°. Le banche dopo aver fatto una valutazione delle imprese e delle famiglie hanno ritenuto che non sono affidabili, in altre parole, il rischio di perdere il denaro dato a prestito è più grande della possibilità di riprenderlo.

Se così fosse, sta a indicare che le banche stesse non prevedono una ripresa a breve, quindi la liquidità messa a disposizione dalla Bce è insufficiente a risolvere i problemi attuali e con i 75 miliardi si sarebbe aperta una bolla di ripresa economica senza però risolvere la crisi alla radice.

Quindi è chiaro che ritengono l’aiuto della Bce insufficiente e questo è più grave ancora in quanto va a vantaggio della Germania.

2°. La capacità imprenditoriale e famigliare italiana non è dalle banche ritenuta all’altezza di restituire gli eventuali prestiti che può ricevere, ciò, indipendentemente dall’andamento economico – finanziario locale, nazionale e internazionale, quindi non vanno finanziate.

3°. Le banche non solo hanno svalutato la capacità delle imprese italiane ma non hanno fiducia che la Bce, una volta provato che il finanziamento attuale è insufficiente, abbia la capacità di fare delle nuove iniezioni di denaro fresco al Paese.

In altre parole: le banche ritengono che la Bce non sia all’altezza di risolvere la crisi attuale.

Anche questo è molto grave.

VALUTAZIONE DELLA BCE:

Deve essere chiaro a tutti che indipendentemente dal motivo del rifiuto, una cosa è certa, non c’è accordo fra banche locali e Bce.

Dobbiamo per forza di cose pensare che se la Bce ha messo a disposizione quella quantità di denaro, lo ha fatto a ragion veduta, cioè, sicuramente ha ritenuto la somma stanziata sufficiente a risanare l’economia del Paese Italia.

Se non fosse così, c’è da pensare che la Bce sta facendo il gioco della Germania, cioè soggiogare il Paese per farne una “Colonia”.

LA REALTA’ DEI FATTI:

Molto probabilmente la Bce nel mettere a disposizione quel denaro sapeva, di per sé, che quella liquidità non sarebbe stata sufficiente a invertire le aspettative deflazionistiche e fare ripartire l’economia reale.

Molto probabilmente era convinta che tale grossa somma che in effetti non è poca, serviva a dare fiducia ai Paesi dell’euro-zona e quindi ai lavoratori che lo Stato c’è, e nel momento del bisogno sa come farsi valere per difendere i propri diritti e le proprie tradizioni.

Speriamo che sia veramente così sotto tutti i punti di vista affinché ci sia la tanto attesa ripresa economica sia in Italia che nell’Euro-zona.

CONCLUSIONE:

Di questo passo il Governo italiano non risolverà la crisi o forse non vuole risolverla oppure c’è da dire che non ne ha le capacità. Se la vuole risolvere sa come fare e noi siamo e rimaniamo a disposizione fino a fine anno, poi cercheremo altre strade.

PARMA 02-10-2014

FERRARI Aldo.