IL CAMMINO DELL’EUROPA

UNA COSA POSITIVA:

La data del 25 maggio 2014, è una data storica, positiva in quanto ci sono state le prime elezioni europee nelle quali i partiti hanno presentato ai cittadini i candidati alla presidenza della Commissione ed è stato importante che il Consiglio si sia attenuto al risultato elettorale, affidando l’incarico al candidato del gruppo di maggioranza relativa al Parlamento.

Come tutti sappiamo, è stato nominato il politico – avvocato Jean – Claude Juncker.

Del lussemburghese si sa ben poco, da come si dice è una persona corretta, è stato Primo Ministro del Lussemburgo ed è stato presidente dell’Eurogruppo, non ha mai fatto parlare di sè né in bene, né in male; per farla breve non è uno stratega ma neppure uno sprovveduto.

DISCONTINUITA’ NELLE POLITICHE:

Oggi è facile capire che l’Europa ha bisogno più che mai di una profonda discontinuità nelle proprie politiche.

Non è più possibile rimanere attaccati al passato, il passato ci deve solo fare da guida per il futuro, nel passato fino ad oggi, è stata fatta una politica sbagliata in quanto ha portato alla povertà assoluta.

Nonostante questa evidenza, l’Europa cammina ancora come nel passato e non credo che l’avvocato Jean-Claude Juncker sia l’uomo del cambiamento, anche se ha fatto un bel discorso in Parlamento ed ha detto cose vere.

Cose vere ma senza base, come le parole di tutti i politici ultimamente, che hanno tutti la soluzione in tasca, ma nella realtà l’unica soluzione che poi mettono in atto, è spillare denaro ai cittadini e applicare Tasse su Tasse.

DISCORSO AL PARLAMENTO:

Nel suo discorso in Parlamento, Juncker ha parlato di un piano d’investimento di 300 miliardi di Euro da investire nei prossimi tre anni, una bella cifra se fosse vero, anche se non basta, sarebbe come un granello di sabbia su un Tir., ma sempre meglio di niente

Ha espresso la volontà di fare una riforma della politica comune in materia d’immigrazione e d’asilo.

Ha parlato di un’intensa lotta contro i paradisi fiscali, tassare in modo diverso le transazioni finanziarie e tante altre cose giuste da farsi con le dovute battaglie se necessario, battaglie che già i socialisti europei a loro modo dicono da tempo che portano avanti, ma non si vedono i fatti.

È stato veramente un bel discorso, è stato il discorso di tutti, il discorso di ogni politico che si insedia nella “Scranna”, non ne ho mai sentito uno diverso e ogni volta tirano in ballo i Paradisi fiscali.

MANCA LA BASE:

Tutti discorsi uguali a cui però manca la base, manca la cosa necessaria, mancano fondi e metodo e tutti si guardano bene dal dire dove reperiranno i fonti e che metodi useranno, ciò significa che l’unico mezzo di cui sono capaci, sono le Tasse.

Come ho detto all’inizio, basta con la continuità del passato in cui tutto si diceva e niente si faceva, mettere in pratica la politica discontinua in questo caso, significa che prima di dire che dovranno essere investiti 300 miliardi, sarebbe meglio dire come vengono prima guadagnati per poi essere investiti.

Andando avanti in questo modo significa solo che se verranno veramente investiti, quel denaro sarà preso come al solito dalle tasche dei cittadini.

BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI:

Ha parlato di coinvolgere la Bei, cioè la Banca Europea per gli Investimenti, che comunque sia, non sarà certo in grado di reperire tanti miliardi.

La Bei è una banca ben guidata e ben gestita, molto parsimoniosa, ha una bella raccolta, commercia in titoli, ma non è in grado di investire 300 miliardi di Euro a lungo termine in infrastrutture in cui il rendimento inizia se va bene, dopo i cinque anni.

Potrebbe mettersi insieme ad altre banche, significherebbe fare un pool di banche in cui la Bei fa da capofila, però dovrebbe poi spartire i guadagni, ma il problema non è quello, diventa difficile con altre banche, scegliere come e dove investire, in altre parole perderebbe la supremazia sul luogo e sul tipo di investimento da farsi.

Quindi difficilmente la Bei accetterà di fare da capofila per un investimento del genere che comunque è ancora in alto mare, fino ad oggi sono solo promesse e parole di politici.

L’UNICO MODO PER REPERIRE IL DENARO:

Nel complesso sistema d’oggi, non manca il denaro, manca solo la capacità dei politici di saperlo reperire e poi usare facendolo rendere naturalmente, cosa che non è facile.

Sembra facile investire il denaro, ma non è così, può essere facile per un privato, compra un rudere, lo aggiusta, lo rivende e guadagna, ma non è così per uno Stato.

Lo Stato deve investire in cose durature e futuristiche in cui più il tempo passa, più guadagnano rivalutandosi automaticamente.

UNO SGUARDO AL PASSATO

DALLA SCHIAVITU’ ALLO SFRUTTAMENTO:

Dopo la guerra di secessione, la nuova politica doveva convincere i grossi proprietari terrieri del sud, che erano abituati ad avere gli schiavi per lavorare la terra, che era di meno spesa un salariato che uno schiavo.

Per convincerli facevano dei ragionamenti di per sé validi, lo schiavo è fisso, mangia anche quando non lavora e quando è malato, mentre il salariato fa le sue ore e mangia a casa sia che lavori o non, ma specialmente quando non lavora non sfrutta il “padrone”.

Con questo metodo e con la rivoluzione industriale dell’usa e getta iniziata verso i primi del 1900, lo sfruttamento della manodopera raggiunse una tale intensità da rendere difficile distinguere l’operaio dallo schiavo vero e proprio.

Nel contempo in certi Paesi, si era intensificato anche lo sfruttamento della manodopera minorile, che a sua volta portava al commercio degli organi umani, lo sfruttamento della prostituzione e cose del genere.

Tutto ciò portava a un giro di denaro internazionale non indifferente.

DALLO SFRUTTAMENTO ALLA SICUREZZA:

Nel complesso però, qualche cosa stava cambiando, mentre nel mondo succedevano tutte queste cose, nella vecchia Europa iniziavano le lotte per la diminuzione delle ore di lavoro, la paga più alta, la pensione, più sicurezza sull’ambiente di lavoro e i sindacati.

Con l’inizio del sindacato, il capitalismo incominciò a capire che la situazione attuale non avrebbe retto per molto.

La massa operaia incominciava a ribellarsi allo sfruttamento, ci furono scioperi, vennero fatte leggi a favore della classe operaia, così all’inizio del XX secolo la massa operaia si conquistò una posizione economica e autonoma, mai conosciuta prima.

CONTR’OFFENSIVA DEL CAPITALISMO:

La massa operaia per conquistare la sua posizione non usò le armi, quindi il capitalismo non si oppose più di tanto in quanto non poteva lottare con le armi, contro coloro che lavoravano e che volevano avere dei diritti senza usare la spada o meglio dire, senza usare la forza.

Poco per volta il sindacato prese piede, mentre il capitalismo sembrava inerme, ogni giorno sembrava perdere potere, ma nella realtà non era così e nessuno se ne accorgeva, sindacati e politici sembravano soddisfatti per come andava.

Ogni giorno il capitalismo ammucchiava denaro e titoli, titoli di Stato e valuta di ogni Paese e ogni giorno c’era sempre meno liquidità che girava nei mercati finanziari.

Tutto questo non poteva avvenire senza la compiacenza di qualche Governo, ma non voglio parlare di questo ora, questa è altra cosa.

Sta di fatto che: come la massa operaia aveva raggiunto una posizione di sicurezza e autonomia senza la spada, così anche il capitalismo raggiunse il suo scopo senza la spada, ma con l’occultamento del denaro.

ARRIVIAMO AL XXI SECOLO:

A parte la complicità di qualche sindacato e/o capo di Governo, con l’entrata del XXI secolo il gioco del capitalismo risultò vittorioso, le cose per la classe operaia precipitarono.

Così il passato ha fatto di nuovo capolino peggio di prima, oggi si vedono forme di iper-sfruttamento e di semi-schiavitù.

Forme di vera e propria schiavitù sono dilagate su scala mondiale, dalle piantagioni di tabacco, alle miniere di Soma e quelle del Sudafrica, alle campagne del nostro mezzogiorno dove è tornato a spadroneggiare il caporalato, gestito da organizzazioni criminali, le quali 100 anni prima erano state combattute e sconfitte a tutti gli effetti.

Tutto questo a causa di una classe politica incapace e corrotta, di un sindacato pieno si sé e politicizzato.

POLITICI ED ECONOMISTI:

Se la classe politica fosse stata meno corrotta, più intelligente e capace, se i loro consiglieri in economia li avessero almeno consigliati in modo giusto, tutto ciò non sarebbe accaduto, le cose potevano continuare come negli anni 70 – 80.

Ma l’incapacità degli economisti, l’ingordigia dei politici hanno sottovalutato questa evidenza già chiara dagli anni 80.

Nessun politico intelligente, nessun economista preparato poteva pensare che una massa operaia guidata da sindacati di sinistra o destra che siano, potesse continuare a farla da “padroni” a casa di altri.

Sia che questa massa operaia si trovasse in fabbrica, o in cantieri che siano, erano a casa di altri, a casa di imprenditori che li facevano lavorare.

LA RIVINCITA DEL CAPITALISMO:

Si era giunti al punto che non era più il datore di lavoro che organizzava il cantiere, la massa operaia dettava legge, diceva quando iniziare, quando finire, quando andare in ferie, quando essere malati, quanto lavoro fare mentre l’imprenditore doveva subire e pagare Tasse e contributi ben salati.

L’operaio poteva stare a casa quando e come voleva, poteva lasciare il lavoro a suo piacimento ed era libero di fare festa o meno senza paura di essere licenziato.

Mentre al contrario, il datore di lavoro, doveva subire tutto questo senza potersi difendere, non poteva licenziare nemmeno se l’operaio non faceva il suo lavoro.

Non poteva continuare così, infatti, è finita, questo politici e sindacati dovevano saperlo che non poteva durare.

OGGI LA MASSA OPERAIA:

Ora la massa operaia è rimasta isolata e divisa, i sindacati gridano ancora nelle piazze, ma non risolvono nulla.

È il capitalismo che detiene il denaro che piaccia o no, fa il bello e il brutto tempo.

Non è più la massa operaia che detta le ferie, le ore di lavoro, la quantità di lavoro da farsi e come farlo.

Ora è il capitalismo che dice chi deve lavorare, quando e come, ora a dettare legge sono coloro che detengono i capitali e li usano come meglio ritengono opportuno.

NUOVE LEGGI NUOVA POLITICA:

Un certo tipo di politica sta cercando, con delle leggi assurde di soggiogare i capitali, addirittura sequestrarli con un cavillo, nonostante tutte le cantonate prese, va avanti imperterrita nella sua idea.

Nel contempo non gli importa nulla se il popolo soffre, se la disoccupazione aumenta, se la povertà aumenta, se le piccole imprese falliscono, se l’artigianato va scomparendo, se l’industria manifatturiera è ferma, gli interessa solo di seguire una linea politica già da tempo ben tracciata, non gli interessa se ciò significa miseria sicura, oppure significa mantenimento delle famiglie e/o dei singoli tramite lo Stato o se significa imprese sotto il controllo totale dello Stato.

JEAN-CLAUDE JUNCKER E LA BEI:

La Bei può avere e/o trovare i capitali per risollevare l’Europa, per mettere la zona euro in condizioni da risanare l’economia ora e per il futuro.

Non mancano i capitali per fare le transazioni finanziarie internazionali per risanare sia il debito pubblico che l’economia, mancano solo le leggi giuste.

Basta una legge e un cenno per fare in modo che la Bei abbia i 300miliardi a disposizione nel giro di 30 giorni naturali e consecutivi.

C’è solo da sperare che Jean-Claude Juncker capisca che il compito dello Stato è solo quello di controllare non di dirigere e soggiogare.

LA FINE DEL SOVIET:

Deve capire che il Soviet è finito, ha provato, è stato al potere, ha soggiogato popoli e nazioni per molto tempo, ma è fallito ed è stato sconfitto e rigettato dai suoi stessi fondatori; così com’è finita la supremazia sindacale.

Se tutto questo viene capito e messo in pratica, non sarà un problema il risanamento dell’Europa e per quello che ci riguarda a noi italiani, non sarà un problema risanare non solo l’economia ma anche il debito pubblico e portarlo a zero.

PAESI DENTRO LA COMUNITA’ EUROPEA:

Alcuni Paesi della comunità Europea hanno già iniziato ad abbandonare certe restrizioni finanziarie inutili e deleterie.

Nell’arco di un solo anno, hanno parzialmente sanato la loro economia e già iniziano a sentire gli effetti benefici che ciò comporta, in un anno si sentono padroni di loro stessi e del loro Paese.

Nell’arco dell’anno hanno risanato le piccole e grandi imprese private e non, imprese che oggi si presentano in altri Paesi come l’Italia e ne comprano le società redditizie.

Se continua così, questi paesi presto diventano i padroni dell’Europa e dettano poi le Leggi a loro favore.

IL PAESE ITALIA OGGI:

L’Italia oggi non è messa bene in fatto d’imprese, abbiamo un tessuto produttivo fatto di piccole imprese.

Se un tempo si poteva dire che: “il piccolo è bello”, oggi si deve dire: “il piccolo è bello, ma non è competitivo”.

Per capire il perché dico questo, voglio fare un esempio pratico:

Una piccola impresa con dieci operai costruisce pompe in un Paese di montagna, quest’impresa non potrà mai avere né le agevolazioni di Stato, né gli impianti industriali dell’impresa che costruisce pompe con mille operai in una città vicino all’autostrada.

Forse il prodotto della prima sarà più curato, ma se alla piccola impresa costa 100, per logica alla grande impresa con mille operai costerà 10.

Questo fa la differenza.

NON SAREMO PIU COMPETITIVI

Se oggi con la massima urgenza non superiamo questa situazione, non saremo più competitivi né in Europa né nel mondo intero.

Andando avanti così, rimaniamo solo dei sub-fornitori dei grandi gruppi esteri, dai quali poi importiamo i prodotti finiti che contengono anche i nostri componenti.

Stiamo già facendo così e nessuno dei nostri politici e/o economisti consiglieri di questi politici, sembra accorgersene.

Si tratta solo di aprire gli occhi e investire nelle grandi imprese pubbliche e private– strategiche e puntare sui settori avanzati a più alta intensità tecnologica, rilanciando la ricerca pubblica e promuovere il credito pubblico e privato; oggi più che mai il privato.

CONCLUSIONE:

Se vogliamo tornare ad essere un Paese autonomo, benestante, ad occupazione piena con la capacità di accogliere gli immigrati che vengono dai Paesi extra comunitari e dargli lavoro, dobbiamo dare il via libera ai capitali che vengono da altri Paesi.

Con questo non voglio dire di dare il via all’entrata del denaro senza controllo alcuno, assolutamente no.

Nessuno si deve permettere di portare del denaro contante senza giustificazione, agendo in tal modo sarebbe come agevolare la criminalità.

ESTERO SU ESTERO:

Quando il denaro arriva da un Paese estero tramite una Banca, non c’è bisogno di indagare oltre, quel denaro va considerato buono, chiaro e pulito, non di origine criminale in quanto un Istituto di Credito Pubblico se ne è fatto carico, tutto il resto, è solo ostruzionismo del tipo “Soviet”.

Superando questo ostacolo, non solo la Bei avrà il capitale per il risanamento dell’Europa, ma anche le piccole imprese ora, che naturalmente hanno progetti futuristici, potranno diventare grandi imprese competitive in tutto il mondo.

Non solo, lo Stato Italiano potrebbe affidare il risanamento del Debito Pubblico a un’impresa privata che, senza nessun aggravamento di Tasse e/o Gabelle per i contribuenti, si prende l’impegno di azzerare il debito pubblico in dieci anni.

PARMA 04-08-2014

FERRARI Aldo