INVERSIONE DI ROTTA

UN PROVERBIO:

Un vecchio proverbio montanaro enunciato dai contadini nei momenti in cui le cose andavano male e la campagna era colpita dalle intemperie diceva: “quand la va mal a va far via anca al galeni”; (in altre parole voleva dire che quando in una famiglia iniziavano le disgrazie, non c’era fine al male tanto che anche le galline andavano a fare le uova fuori casa).

La stessa cosa si potrebbe dire del Paese Italia, ci mancava anche la stagione a peggiorare l’economia in generale.

SPERANZA DI RIPRESA:

L’Italia potrebbe ripartire nel giro di pochi mesi, già da settembre fino a fine anno potrebbe aumentare il Pil, di poco, ma almeno dello 0,04 che significherebbe fermare la deflazione che sta rovinando il Paese portando la povertà nelle famiglie.

Per capire questo, non c’è bisogno di fare dei conteggi particolari, delle deduzioni di mercato e dei progetti attuali e futuristici ma basta fare un giro, anche in auto per i più pigri, nei centri storici, nelle periferie, nella campagna in pianura, in collina e in montagna in cui si può notare case, edifici piccoli e grandi, fattorie piccole e grandi, palazzi, portici, stalle, ex scuole e tante altre opere murarie in sfacelo, abbandonate che creano solo danno, senza contare i negozi che chiudono per sempre e l’artigianato che muore a causa delle tasse.

INVERTIRE ROTTA:

Per il Governo è giunto il momento di invertire rotta, è vero che sta lavorando accanto a delle riforme utili e necessarie ma per il momento non sono quelle le priorità, hanno aspettato 50 anni a farle, possono aspettare altri 10 anni senza creare più problemi oltre a quelli che abbiamo già per l’economia.

Quello che sta facendo il Governo ora, andava fatto se non prima almeno nel 1994 oppure, in base all’esperienza, alcune riforme, dico solo alcune, potevano essere fatte nel 2008 ma oggi non è il momento di attuarle.

Andando avanti col voler fare ora in modo urgente queste riforme, trascurando la questione economica, aggrava solo la crisi e la deflazione, il che porterà a una povertà senza via di ritorno.

Ancora un anno di questo passo e il nostro Paese, che non è straricco di risorse naturali del sottosuolo, cadrà in una miseria tale che non riuscirà mai più a riprendersi.

SENZA LAVORO E SENZA SOLDI:

Non è difficile capire questo, basta conoscere come funziona la finanza conglobata nell’Euro-zona e confrontarla con il resto del mondo per capire che l’ “Azienda” Italia deve urgentemente invertire rotta.

L’Italia, sia nel mondo che nell’Euro-zona sta perdendo di giorno in giorno tutto il lavoro che nasce dalla domanda aggregata di merci e servizi.

La politica monetaria fatta dal Governo italiano in concordanza con L’Euro-zona non basta più, occorre ben altro per riconquistare il mercato nazionale ed internazionale.

LA SITUAZIONE OGGI:

Ogni giorno abbiamo mille disoccupati in più, abbiamo un debito pubblico che senza nulla fare e/o spendere aumenta di 800 milioni al giorno, tanto che siamo subito dopo la Grecia.

Abbiamo perso e stiamo perdendo il lavoro dell’artigianato, del manifatturiero ed il Governo non fa nulla per fermare questa discesa.

Abbiamo perso e stiamo perdendo ogni giorno lavoro manifatturiero, abbiamo perso e stiamo perdendo le industrie e le imprese più grosse, siamo arrivati al punto che non c’è più in Italia un grande impresa che possa partecipare ad appalti internazionali senza allearsi a colossi stranieri.

Non dico questo tanto per dire e/o per fare polemica, è una realtà provata, infatti in questi giorni c’è in corso un grande lavoro in un canale, un pool di imprese italiane fra le più grosse hanno chiaramente detto che non sono in grado di prendere l’appalto senza l’aiuto di qualche colosso straniero.

SIAMO POVERI:

Senza nulla realizzare abbiamo venduto agli stranieri le migliori banche, le autostrade, le migliori Società private e statali.

Tutti i nostri centri commerciali sono fatti e realizzati con capitale a maggioranza straniero, anche questa è una realtà.

Gli stranieri vengono in Italia, portano il loro lavoro artigianale e manifatturiero, lo vendono nel mercati, nei mercatini e poi mandano il denaro al loro Paese.

Così mentre il Nostro bel Paese ogni giorno si impoverisce sempre di più, il Paese di questi immigrati si arricchisce alle nostre spalle e il nostro Governo pensa alle riforme sulla giustizia e sul processo civile.

Certo è anche vero che 80 Euro in busta li ha messi, forse Renzi fra una battuta e l’altra pensava che bastasse a risolvere la questione.

SEI MESI DI GOVERNO:

Questi sei mesi di Governo non hanno portato nulla di buono all’Italia, ma non è questo il problema, sappiamo tutti in che condizioni era il Paese quindi è chiaro e semplice capire che non si possono pretendere miracoli, il problema è questo tipo di politica economica che viene messa in atto che non può portare benessere al paese.

Non voglio criticare chi la sta facendo, ma non posso neppure negare la realtà, quindi dico soltanto che alcuni economisti, incaricati oggi, sono gli stessi che nel 2008 dicevano che la crisi era finita e altri sono quelli che consigliavano il Governo Monti.

CREARE INFLAZIONE:

Siamo arrivati a un punto della crisi che non bastano più le riforme sul lavoro che intendono fare e per il momento risultano vane tutte le altre riforme.

La cosa urgente da fare ora è il tagliare le Tasse al fine di permettere all’artigiano e alle piccole imprese di farsi un mercato su cui vendere e incassare senza nascondersi.

Per fare questo, bisogna aumentare il deficit e finanziare le piccole imprese in disavanzo stampando moneta nuova senza passare dalla Bce tedesca.

Con questo metodo, è vero che si crea inflazione, ma pensateci bene, solo con l’inflazione si può uscire dalla deflazione, perché solo con l’inflazione le persone torneranno a spendere, torneranno a chiedere finanziamenti per la casa con la certezza di poter pagare la rata in quanto lo stipendio o meglio il guadagno aumenta in base all’inflazione appositamente creata.

Solo con l’inflazione si può di nuovo creare una nuova bolla immobiliare che crea lavoro per tutti e far si che aumentino i contribuenti.

TAGLIO DELLE SPESE:

Con l’inflazione si crea lavoro e si ferma la deflazione, ma non può andare avanti all’infinito, quindi si deve creare un alternativa.

Visto che lo Stato italiano ha venduto tutte le aziende che portavano denaro nella casse pubbliche, non può tagliare le spese, come sta enunciando ora questo Governo con le nuove riforme.

È logico e reale che se taglia le spese calano le uniche entrate che lo Stato ha, in altre parole, tagliando le spese calano i contribuenti, se calano i contribuenti per avere lo stesso incasso devono aumentare per forza le Tasse.

Per calare le Tasse bisogna aumentare i contribuenti, per aumentare i contribuenti bisogna trovare il lavoro, per trovare il lavoro bisogna creare il guadagno, non tagliare il guadagno.

La bolla immobiliare serve all’istante mentre lo Stato deve investire in quei settori che possono poi rendere in futuro , cioè il Turismo e l’Agricoltura di cui il nostro Paese è il primo nel mondo, .

AGRICOLTURA:

L’agricoltura non è al primo posto come fattore di sviluppo in nessuna parte del mondo, tanto meno nei Paesi ricchi.

Proprio per questo per lo Stato italiano è momento di approfittarne, specialmente ora che è in via di de-industrializzazione.

L’abbandono del settore e con esso della campagna, è un fenomeno di portata enorme che nessun processo politico è riuscito a fermare.

Le ragioni del declino sono imputabili alla bassa redditività delle risorse che l’agricoltura usa, come ho già detto in altri discorsi, con la rivoluzione industriale, con l’usa e getta, gli uomini della campagna cioè i contadini, hanno preferito lo stipendio sicuro mensile indipendentemente dalla stagione o dal mercato.

TASSE E RECESSIONE:

Nessuno si aspettava una recessione come quella che è in atto oggi, considerando che è avvenuta a causa dell’incapacità della politica di guadagnare a favore dello Stato perchè sanno solo applicare delle nuove Tasse in base al guadagno di ognuno.

Dobbiamo anche dire che lo Stato italiano compreso le scuole e la religione stessa, non hanno mai fatto nulla per creare una coscienza individuale la quale facessi sì che per le persone pagare le tasse non fosse solo un dovere, ma un obbligo di ogni cittadino e ogni cittadino deve sentirsi in coscienza di fare in modo che tutti rispettino questo obbligo.

In altre parole, se una cassiera non ci rilascia lo scontrino, dobbiamo pretenderlo.

Ancora oggi nei Bar di paese, l’evasore è sempre considerato un furbo nel vero senso della parola.

LE TASSE L’UNICA ENTRATA DELLO STATO:

Oggi in qualche modo le cose stanno cambiando, ma la cosa è molto grave in quanto lo Stato non avendo altre entrate e non avendo investito il denaro che ha incassato dalla vendita delle Aziende statali e parastatali, può contare solo sulle Tasse, uniche sue entrate, che oggi sono decisamente troppo alte.

Senza voler strafare e senza voler criticare nessuno, se un’azienda volesse per forza essere precisa e denunciare tutto, dico tutto, non ci riesce in quanto arriva a pagare intorno al 68%, senza considerare gli imprevisti.

Proprio per questo lo stato deve per forza di cosa e per la sopravvivenza delle aziende e del lavoro per tutti, aumentare i contribuenti e calare le Tasse, cosa che non può fare col taglio delle spese.

TORNIAMO ALL’AGRICOLTURA:

Le campagne italiane si sono spopolate mentre cresceva l’industria, per far tornare indietro e ostacolare questo fenomeno ci vogliono massicci investimenti individuali e sociali.

In altre parole, il Governo dovrebbe avvalersi della politica di sviluppo rurale della Comunità Europea, affinché sostenga la trasformazione delle campagne verso un sistema economico e sociale diversificato con vari prodotti adatti a quel terreno e a quel periodo.

FINANZIAMENTI PRIVATI:

Bando ai pregiudizi, il Governo dovrebbe avvalersi di strutture private come la nostra per accedere ai finanziamenti necessari per rilanciare sia l’agricoltura e non solo.

Ci sono da finanziare i servizi per la salute che in seguito porterebbero denaro nelle casse pubbliche.

Ci sono da finanziare le scuole, le infrastrutture per la mobilità, ciò attirebbe nuovi abitanti, oppure darebbe lavoro vero a tutti questi immigrati che passeggiano per le strade facendo danni per procurarsi il cibo.

Tutte le aree rurali periferiche ora abbandonate, potrebbero essere lavorate e rese produttive.

La stessa cosa sarebbe per tutta la campagna dell’entroterra ora improduttiva, coltivandole diventerebbero luogo di lavoro, di resa e di guadagno.

DEBITO PUBBLICO:

Oltre a tutto ciò, la struttura come la nostra, oltre a finanziare a lungo termine queste nuove strutture, potrebbe adoperarsi per risanare il debito pubblico, facendo transitare il denaro presso le banche nel Paese, di cui a loro volta potrebbero finanziare la bolla immobiliare che si creerebbe nel momento in cui le coppie acquistano la fiducia di avere il lavoro sicuro con una inflazione controllata.

NUOVE AZIENDE AGRICOLE:

Era stato fatto ed è ancora in essere un decreto per l’agricoltura che venne chiamato: “Decreto Terrevive”, in cui prevede la privatizzazione di 5.510 ettari di terre pubbliche.

Questo decreto non è stato portato avanti nulla in quanto non ci sono soldi e la Comunità Europea non ha intenzione di darli, quindi è fermo con nulla di fatto, addirittura pochi sanno che esiste.

La nostra struttura potrebbe finanziare totalmente questa impresa a tutti gli effetti.

FINANZIARE MILLE AZIENDE AGRICOLE:

Considerando questi 5.510 ettari di terreno pubblico a cui si possono aggiungere svariati altri ettari di terreno privato, qualche disboscamento, non dovrebbe essere difficile formare e finanziare più di mille aziende agricole, assegnando a ciascuna circa 10 ettari di terreno da coltivare con prodotti già designati al fine di non ingolfare il mercato con un solo prodotto.

Si possono stabilire quali prodotti biologici si possono e si devono coltivare, sta nascendo un mercato internazionale che ambisce a queste cose e potremmo essere i primi a farli a livello organizzato e industriale con coltivazione privata.

ATTRAZIONI TURISTICHE:

Non è tutto, in mezzo a questi terreni ci saranno castelli, santuari, grotte, laghi e tante altre cose di attrazione turistica.

Dove il posto lo permette si possono fare ristoranti speciali che cucinano cibo locale, sano e genuino, il così detto: “cibo dei tempi passati”, “cibo fatto in casa”, tutte cose che oggi sono ricercate e ambite da molti.

Con le attrazioni turistiche si rivaluta l’artigianato, il manifatturiero, la gente lavora, lo straniero lavora, guadagna ed è contento.

C’è meno malavita, lo stesso straniero se ha un lavoro sano, sicuro e adeguato alla famiglia, molto probabilmente investe qua il suo denaro, non lo manda al suo Paese, ciò sarebbe una grande risorsa per l’Italia.

CONCLUSIONE:

Tutto quanto detto sopra, non è un sogno, l’unico mezzo del nostro Paese per aumentare la domanda aggregata è una realtà che può avere inizio da subito ed è l’unico modo per dare occupazione a tutti con il risultato che scompare la disoccupazione, aumentano i contribuenti e le Tasse posso dimezzare e, certamente se dimezzassero, tutti le pagherebbero.

Dipende solo dal nostro Governo, se invece di ascoltare queste parole, il nostro Governo ascolta la Merkel e Draghi, si arriverà alla fame, sarà poi la Germania che ci darà di che vivere a stenti e diventeremo a tutti gli effetti la tanto da loro amata Colonia.

Spero solo di sbagliarmi, ma non mi sbaglierò.

PARMA 01-09-2014

FERRARI Aldo