ITALIA OGGI

PIANO ECONOMICO:

Mi ero ripromesso di non parlare più di economia italiana, legata alla politica, in altre parole non volevo più parlare dell’economia del Paese Italia, ma non c’è niente da fare è più forte me, vedendo quello che sta accadendo non riesco a tacere.

Più ascolto i nostri politici più osservo quello che stanno facendo e più capisco che non c’è un piano dinamico adatto al risanamento economico del Paese, a parte le idee politiche di ognuno di noi, basta vedere il loro operato e come l’economia sta andando avanti.

LAVORO PER TUTTI:

Ho reperito alcune informazioni sull’andamento e sui numeri dell’economia italiana, quello che è scaturito non lascia tranquilli e fa riflettere non tanto per noi, ma per i nostri figli, quindi per tutti i nostri giovani.

VENIAMO AI NUMERI:

La disoccupazione giovanile ha raggiunto quasi il 44%, non si era mai verificato un fatto del genere, neppure durante la crisi del 1964 e quella del 1977 aveva ragione l’ex presidente Monti quando parlando delle disoccupazione disse:

«abbiamo creato una generazione perduta[…] »

intendendo dire che per i giovani non c’è speranza di lavoro in Italia.

Se non altro Monti lo ha ammesso, non ha fatto come l’attuale capo del Governo che a parole salva tutti mentre l’Italia è in recessione.

L’ISTAT:

Appunto, l’Istat ha appena emesso un comunicato in cui rileva che il “recupero della crescita economica si annuncia più difficile di quanto prospettato”.

Purtroppo non enunciando la causa; infatti se avesse esplicato la causa per cui si prospetta più difficile di quanto prospettato, avrebbe dovuto dire che la causa è dovuta al tipo di politica che sta facendo il Governo da quando ha avuto il potere, ed è giusto aggiungere:

“potere preso senza l’ausilio del popolo”.

LO AVEVO PREVISTO E PREVEDO:

Dopo avere visto il piano economico del Governo, che ci sarebbe stata la deflazione non era difficile capirlo senza essere uno “stregone”, visto il modo con cui affronta la situazione.

Come d’altronde, non è difficile capire che in autunno ci dovrà essere una manovra di almeno 10miliardi, anche se ora gridano che non ci sarà.

Purtroppo dobbiamo stare a vedere e poi pagare, mi auguro di sbagliarmi.

Per non esserci questa manovra il Governo dovrebbe vincere un “terno al lotto”, ma anche da quel lato hanno già abbondantemente esagerato con il gioco d’azzardo con cui illudono i cittadini e li istigano a giocare per farli sognare e … spendere, credo che più di così non possano fare.

Potrebbero vendere ancora qualche bene, ammettendo che ci sia rimasto qualche cosa, ormai hanno venduto anche le calze degli italiani, quindi anche da questo lato c’è ben poco da sperare.

AGENZIA DELLE ENTRATE:

Potrebbero incitare l’Agenzia delle Entrate ad inventarsi qualche sanzione su presunte evasioni come stanno già facendo.

Anche in questo caso si sono già spinti oltre il limite a cominciare da Tremonti che incitava giornalmente ad esecutare con la forza eventuali e/o presunti evasori.

Più di così dovrebbero far girare Equitalia con il mitra e sparare a vista, quindi anche da questo lato c’è poco da sperare.

( Il motto di Tremonti era:

« esecutate e prendete se poi dimostrano che non dovevano pagare restituite, ma intanto prendete».

Comunque sia, se li reperiscono in tal modo, sono sempre soldi che rapinano agli italiani.)

UNICA SOLUZIONE:

Vista la situazione, l’unica soluzione che il Governo ha per non prendere il denaro dalle tasche dei cittadini, se ne è capace è quella di guadagnare con titoli e valuta sul mercato internazionale.

Da quello che si può notare, è chiaro che non è capace, dovrebbe incaricare un bravo e capace professionista privato, io accetterei.

Accetterei anche se i tempi sono stretti, l’autunno è vicino e il bisogno è impellente.

Il problema più gravoso sta nel fatto che in questo Governo, per il momento c’è troppa bolgia è troppo pieno di “sé” per poter accettare una cosa del genere. Si acquisterà coscienza dopo che il danno sarà fatto. Il danno ci sarà, ormai su questo non c’è più dubbio.

SQUADRA DI ECONOMISTI:

Forse non tutti sanno che è stata costituita una squadra di economisti a supporto del Presidente del Consiglio.

Se non lo sapete dateci un’occhiata e vi accorgere che la maggioranza sono coloro che facevano parte del Governo Monti e che alle elezioni sono stati buttati fuori scartati da tutti, buggerati, trombati dal popolo e dai politici di ogni sorta.

Sono coloro che sanno come e cosa tassare dandogli un bel nome altisonante che fa pensare bene.

Non è tutto, il responsabile economico del Pd, è uno di quelli il quale crede che i tagli di bilancio accrescono la fiducia dei mercati e stimolino la ripresa economica, cosa che ormai è provato che è pura fantasia sia di fatto che di logica.

Basta ragionarci un attimo sopra e non è difficile capire che i tagli di bilancio diminuiscono il lavoro e creano disoccupazione, per non dire altro.

L’ECONOMIA OGGI:

Se non altro, deficit o meno, fino a poco tempo fa avevamo un politica industriale in cui si potevano fare delle previsioni, oggi con l’entrata del nuovo Governo, è del tutto sparita sia al Nord che al Centro e al Sud, oggi si va avanti a tentoni, si naviga a vista per così dire.

La ricerca e l’innovazione non sono neppure prese in considerazione, l’unica innovazione che è in corso, è il taglio dei salari e la limitazione dell’uso del denaro.

Tutto procede come prima se non peggio, non c’è nessun ripensamento rispetto al recente passato che ha portato questa crisi.

LA RIFORMA DEL SENATO:

D’altronde la coalizione che ha votato il fallimentare del governo Monti è sempre, nella sua maggioranza, saldamente al Governo nel quale ha trovato la sua occupazione:

la riforma del Senato.

Non voglio fare considerazioni riguardo a questa riforma che potrebbe sembrare un diversivo, ma non lo è in quanto altera in maniera sostanziale l’equilibrio dei poteri dello Stato, questo non mi piace per niente.

Comunque sia, c’erano altre priorità molto più impellenti di questa, alla quale un anno in più, un anno in meno non avrebbe fatto una grande differenza.

ACCORDO CON BERLUSCONI:

Non riesco a definire o meglio a capire bene l’accordo sull’Italicum.

Al Senato delle autonomie concordate da questo Governo con lo stesso Berlusconi, anche se me le ha spiegate, io non sono d’accordo e con questa gente non vedo nulla di buono né per gli italiani, ne per Berlusconi stesso, c’è qualche cosa in cui credo che in seguito, Berlusconi stesso se ne pentirà.

OMBRE SUL FUTURO:

Se diamo uno sguardo in generale al Bel Paese, non c’è da rallegrarsi. Se nei decenni passati c’è stata una classe politica che ha costruito, dal 1993 in poi, c’è stata una classe politica che ha mandato tutto in malora.

Basta vedere la straordinaria rete di luoghi e paesaggi che hanno formato l’identità culturale di noi italiani, ora è in stato di abbandono, bastano due ore di pioggia per provocare un allagamento generale.

La fascia prealpina e l’intera dorsale appenninica sia al Sud che al Nord ha indici demografici negativi.

La popolazione invecchia e le nuove natalità sono solo garantite dalle famiglie degli immigrati.

Nel mercato delle abitazioni, c’è stata una drastica svalutazione degli alloggi, negli ultimi 7 anni il prezzo delle case si è ridotto più del 40%, non solo, in certe zone non si riesce a vendere nulla neppure a prezzo di sottocosto.

Le imprese artigianali continuano ad essere spazzate via come pula al vento, causa questo molti edifici vanno in rovina, e la miseria avanza.

SERVIZI PUBBLICI:

Passo dopo passo vengono chiusi i servizi pubblici essenziali che formavano il legante sociale tra la popolazione.

Con i tagli alla sanità sono stati abbandonati molte presidi di piccoli comuni.

Con la riforma Gelmini molte scuole che non raggiungono il numero sufficiente di bambini chiudono aggravando così la qualità della vita di alunni e famiglie.

Ci sono studenti che per essere in orario a scuola, partono da casa alle 5,30 la sera arrivano a casa alle 18,30.

Gli uffici postali in vari comuni, lavorano a giorni alterni, in parecchi paesi fuori città sono stati addirittura chiusi, portalettere che per consegnare un plico devono fare 50 chiilometri in stradine di montagna, la stessa cosa vale per gli utenti che devono andare all’ufficio postale.

LO STATO CHIUDE I BATTENTI:

Insomma, per farla breve lo Stato sta chiudendo i battenti.

Hanno proibito di scavare la ghiaia nei fiumi per non spendere denaro per fare i gabbioni ai lati per non far franare il terreno laterale, così oggi, basta una pisciatina di gatto che il fiume straripa creando danni e disagi.

DAL DOPO GUERRA AGLI ANNI 90

LO STATO E I PRIVATI:

Dal dopoguerra alla fine anni 80, con sacrifici e fra una crisi e l’altra abbiamo costruito, strade, stradine, autostrade, ponti, fabbriche, fabbrichette, fabbricati, banche, abitazioni civili, abbiamo creato del seminativo disboscando cespugli e alberi, abbiamo fatto acquedotti, linee elettriche, telefoniche che abbiamo poi portato in tutte le case, anche in quelle nei posti più disparati. E c’era il lavoro.

Abbiamo creato un manifatturiero non indifferente. E c’era lavoro per tutti.

ITALIANO EMIGRANTE:

Eravamo un Paese di emigranti, negli anni 60 e 70 si diceva che eravamo anche sulla Luna per dire che gli italiani erano in ogni luogo del mondo.

Siamo arrivati ad essere poi in grado di ricevere lavoratori da tutto il mondo, l’Italia fino agli anni 90 era arrivata ad essere un Paese ambito sia da persone dentro la Comunità Europea che extra comunitari, il sogno di ogni extra comunitario era l’Italia. C’era il lavoro.

AZIENDE DI STATO E NON:

Abbiamo creato, costruito fabbriche e Società o meglio colossi privati e statali che producevano miliardi di ricchezza in denaro contante ogni giorno. E c’era il lavoro.

Lo Stato aveva aziende che portavano ogni giorno miliardi nelle casse dello Stato.

FAMIGLIE E COPIE:

Ogni famiglia aveva di che vivere lavorando, programmando le ferie, programmando il matrimonio con l’acquisto della casa e dei mobili.

Ogni famiglia poteva programmare il futuro dei propri figli, per gli anziani lavoratori c’era una pensione equa.

Le nuove copie, prima del matrimonio, prendevano l’appartamento e i mobili a rate poi si sposavano, non avevano il timore che avrebbero potuto perdere il lavoro e quindi non riuscire a pagare le rate, erano tranquilli. E c’era il lavoro.

GIOVANI E MENO GIOVANI:

Giovani, meno giovani, anziani, donne e uomini erano tranquilli, non avevano timore a spendere più di quanto guadagnavano, avendo il lavoro, aprivano un mutuo che pagavano a rate mensili sapendo con certezza di poter pagare tranquillamente quelle rate in quanto c’era il lavoro.

TUTTI:

Nel complesso le persone compresi immigrati comunitari ed extra comunitari lavoravano, guadagnavano e spendevano e l’economia girava e tutti erano contenti e felici.

LE IMPRESE:

Le imprese sia piccole che grandi avevano lavoro che a loro volta, davano lavoro a tanti operai italiani e stranieri. E c’era lavoro.

A dare lavoro alle imprese erano Comuni, Province, Regione, lo Stato e i vari Enti dello Stato come le Comunità Montane, il Genio Civile e altri Enti Statali e/o parastatali. E c’era lavoro.

C’erano i privati, tra i quali e parlo di tutti, dico tutti avevano del lavoro da fare specialmente nelle migliorie di case e fabbricati. Avevano il lavoro.

Nei fiumi le imprese scavavano sabbia e ghiaia in tal modo l’utente la pagava meno, altre imprese facevano le briglie per contenere il terreno ai lati affinché non franasse e il fiume anche dopo giorni e giorni di piogge non straripava. E c’era lavoro.

DAGLI ANNI 90 AD OGGI

L’UNICA ENTRATO DELLO STATO SONO LE TASSE:

Dal 90 in poi e in breve tempo, le cose sono cambiate drasticamente.

Lo Stato non ha più entrate oltre le Tasse, i nostri politici hanno venduto tutto e non hanno pagato i debiti, così ogni italiano compreso i nascituri hanno già sul groppone un debito di oltrei 40mila euro, questo debito invece che calare è in aumento, da quando c’è questo Governo è aumentato più di 160miliardi. E non c’è lavoro.

LO STATO E I PRIVATI:

Stiamo sfruttando le strade già fatte, oltre che a non essere più in grado di farne delle nuove, non riusciamo più a fare la manutenzione a quelle già esistenti che sembrano bombardate.

Le fabbriche, alcune falliscono e chiudono, altre si spostano all’estero. E non c’è lavoro.

Lasciamo stare la Fiat che è un caso particolare e vergognoso, ma alcuni mesi fa una grande fabbrica storica dell’Italia Centrale si è spostata all’estero e questo Governo se ne è fregato altamente, non ha fatto nessun tentativo per farla rimanere. E non c’è lavoro.

Se non altro questo Governo, si è interessato del rientro della Concordia …

EMIGRANTI:

Stiamo tornando agli anni 50, dobbiamo emigrare, specialmente i nostri giovani se vogliono lavorare devono andarsene.

Gli emigrati stranieri che un tempo hanno coronato il loro sogno di venire in Italia a lavorare, ora fanno il possibile per andarsene, sono persino arrivati a preferire la tanto odiata da tutti Germania, pur di scappare dal tanto sognato Paese Italia. E non c’è lavoro.

AZIENDE DI STATO E NON:

Tutte le aziende statali e parastatali che erano state create nell’immediato dopo guerra, aziende che portavano ogni giorno miliardi di lire nelle casse dello Stato, sono state vendute e adesso il denaro lo portano nelle casse di altri Paesi e/o privati che siano. E non c’è lavoro.

Dove è stato messo il denaro incassato dalla vendita non si sa, si sa solo che non sono stati pagati debiti e che non è stato investito in altre aziende. E non c’è lavoro.

Hanno venduto banche, società di ogni sorta, persino autostrade, centri commerciali, supermarket, palazzi, palazzini, colonie, brevetti e ricerche. Dov’è finito il denaro? Dove lo hanno investito?

E non c’è lavoro.

FAMIGLIE:

Oggi le famiglie, quelle più fortunate che hanno ancora un lavoro, anche se con lo stipendio non riescono ad arrivare a fine mese, finché durano attingono ai risparmi del passato, risparmi che con questo tipo di Governo, non potranno mai più avere, “neppure con gli 8o Euro in più”.

Molte famiglie hanno perso la casa in quanto non riuscivano più a pagare la rata del mutuo.

E non c’è lavoro.

Oggi hanno paura a spendere, perché non hanno nessuna speranza per il futuro, ogni famiglia ha i suoi disoccupati, se hanno dei figli, sono consapevoli che se voglio lavorare l’unica speranza è quella di emigrare come negli anni 50. E non c’è lavoro.

COPPIE:

Le coppie che si sposano, cercano la casa in affitto a buon prezzo e se possibile arredata, non hanno nessuna intenzione di comprarla causa l’incertezza del lavoro futuro.

Molti non si sposano in quanto non hanno il lavoro, altri causa la mancanza di lavoro di uno o di ambedue, convivono nella casa dei genitori. E non c’è lavoro.

LE IMPRESE:

Ogni giorno alcune chiudono altre falliscono, altre hanno il lavoro, ma le spese comprese le tassazioni sono talmente alte che non ci saltano fuori. E non c’è lavoro.

L’artigianato sta scomparendo, ma non per la mancanza di lavoro, il lavoro c’è, è lo Stato che non li lascia vivere, sull’imponibile fra Tasse, Gabelle, Sanzioni, bolli, qualche multa imprevista con l’auto o sul lavoro e altri imprevisti sanzionabili, arrivano a pagare più del 70% se gli va bene con le multe e gli imprevisti, se gli va male superano l’80%.

PER CONCLUDERE:

Poco più poco meno, questo è il quadro italiano di oggi, se dovessimo parlare del futuro c’è solo da dire:

“Dio c’è la mandi buona”.

PARMA 18-08-2014

FERRARI Aldo