L’INFORMAZIONE A MEZZO STAMPA

I MESTIERI SCONPARSI:

All’inizio della primavera, e prima che la scuola finisse, noi ragazzi non vedevamo l’ora di tornare a casa, per vedere l’arrotino fare il suo mestiere.

Si piazzava nella corte più grossa del paese e aspettava le massaie che portavano ad affilare coltelli e altri attrezzi da taglio in uso allora.

Da fine aprile primi di maggio fino a settembre, una volta alla settimana passava il gelataio, aveva una moto a sidecar attrezzata apposta per contenere il gelato in piena estate, quando arrivava, la gente passava parola e venivano anche dai campi per prendere il gelato.

Passava un giornalaio, si metteva nella piazza e gridava qualche titolo eclatante per invitare le gente a comprare il giornale.

Verso ottobre passava lo stagnaro-lo, stagnava padelle, bronze e tanta altra roba da cucina e non, di solito lo stesso aggiustava anche gli ombrelli.

Tutti mestieri ora scomparsi, ma allora erano in auge e per noi bambini erano attrazioni, mentre per loro invece, era il mestiere che facevano per vivere, vivevano di quel lavoro.

L’unico di quei mestieri che è rimasto fino ad oggi, è il giornalaio, anche se in modo diverso, esiste ancora, c’è solo da sperare che la carta stampata non faccia la fine degli altri sopra citati.

LA STAMPA IN VIA D’ESTINZIONE:

Purtroppo oggi, è inutile negarlo gli utenti preferiscono i contenuti gratuiti del WEB, di cui non c’è nulla dire, ma dobbiamo solo pensare che in tal modo, anche la pubblicità è in mano al monopolio di multinazionali come Google, a cui ci si riferisce come sinonimo di libertà.

Oggi i quotidiani sono in crisi, ogni anno vendono sempre meno giornali, per fare un esempio nel 2003 la Repubblica vendeva 563mila copie nel 2013 ne ha venduto 274 mila, meno della metà.

Mentre il Corriere della Sera nello stesso periodo da 600mila a 312 mila.

Potremmo citarne altri come il Manifesto, la fine dell’Unità e vedremO una discesa inarrestabile senza fine.

Praticamente in 10 anni c’è stato il dimezzamento, e calerà ancora, non è certamente solo una questione di crisi, ma la ricerca sul web gratis sta prendendo piede a più non posso, e, la pubblicità digitale non rende abbastanza per sostenere le aziende editoriali.

SIGNIFICATO PER IL POPOLO:

con questo metodo, milioni di cittadini hanno iniziato a produrre notizie da soli, lo fanno da anni, e non c’è nulla da dire, cominciano a farlo anche bene.

Questo ha diffuso la convinzione che, tutto sommato, dei professionisti dell’informazione si possa fare anche senza, infatti molti non li usano più.

Sta già cambiando, ma negli anni passati e forse ancora un tantino oggi, non era difficile vedere della pubblicità che non catturava l’idea giusta sul prodotto pubblicizzato, non catturava la mente del cittadino.

Un tempo c’erano dei professionisti della pubblicità che utilizzavano la psicologia per studiare la mentalità delle persone a cui dovevano vendere il prodotto, per attirali, indurli a comprare.

Eravamo arrivati al punto in cui, dalla pubblicità potevamo avere l’idea della mentalità e dello stato d’animo in generale dei cittadini di quel momento.

ESEMPIO:

Poco più, poco meno di un anno e mezzo fa, siamo andati per vedere un film in un posto (non faccio nome) in cui si proiettavano 12 film in 12 sale diverse.

Tutti e 12 i film erano basati sulla magia, o sui super-uomini che risolvevano problemi e conflitti non con il ragionamento, ma con la forza.

Non erano di nostro gradimento così non siamo entrati, ci siamo fermati davanti alla libreria interna per scegliere un libro, guardando commentavo con i miei amici:

Colui che hanno scelto questo tipo di film da proiettare, in questo determinato periodo, si è basato sui problemi di attualità che sta attraversano il popolo, cioè sulla risoluzione dei problemi con la magia, dal momento che sembra che, da pare dei politici ci sia l’incapacità di farlo.

Una persona vicino a noi, un professore che aveva seguito il ragionamento, si è presentato e mi ha detto: “ha ragione, non ci avevo pensato”.

DEDUZIONI SU LA RETE:

Non credo sia un grande vantaggio per i cittadini in genere la scomparsa della carta stampata, voglio fare alcune deduzioni:

come tutti sappiamo l’informazione è un settore particolare si, ma molto importante da cui dipende la qualità della nostra democrazia.

Nella democrazia possiamo paragonare l’informazione all’aria che respiriamo e all’acqua che beviamo.

È vero che possiamo attingere alle informazioni navigando nella rete, possiamo diffondere, produrre contenuti senza intermediazione, ed è questo il punto da valutare bene, nella rete ci sono una quantità di notizie, tra cui per il cittadino è impossibile fare una cernita, manca quel qualcuno che ne fa la scrematura, le seleziona e le mette in prima pagina.

In altre parole le rete è diventata come se il nostro giardino di casa fosse invaso da alcune multinazionali che coltivano e producono a loro piacimento dei prodotti per poi darli a noi.

GOOGLE:

Tutti conoscono Google, è l’infrastruttura senza la quale è impossibile fare o trovare informazioni in Rete, credo sia l’unico che ha il controllo su tutti i mercati digitali compresi gli smartphone.

Basta digitare una parola chiave per avere una vasta informazione di ciò che può derivare da quella parola, se poi mettiamo più parole insieme, possiamo trarne un romanzo, sta poi a noi scegliere ciò che fa al caso nostro. Sapremo farlo?

FACEBOOK:

Anche facebook non è da meno di Google, è il più diffuso social network al mondo, sembra che gli utenti superino di gran lunga il miliardo e mezzo.

È pieno di pubblicità targhettizzata, perché ha i dati socio-demografici di tutti gli utenti, e oggi si vocifera nel mercato che è ancora più potente di Google.

Oggi i due colossi collaborano insieme con reciproco vantaggio, Google ha bisogno di foto, mentre Facebook ha bisogno di notizie, così se le scambiano.

SIPRA – PUBLITALIA – ITALIAONLINE – MANZONI:

Sulla libertà d’informazione in Italia, sono stati versati fiumi d’inchiostro, si sono combattute violente guerre politiche, qualche cosa è stato risolto, ma è ancora un campo aperto e con quello che hanno risolto, hanno peggiorato l’informazione.

Oggi Rai e Mediaset, a cui si è aggiunta Sky, controllano il 90% delle risorse pubblicitarie televisive.

Chi controlla il Sic (Sistema integrato delle comunicazioni) è l’Agcom che calcola il valore dell’intero settore delle comunicazioni.

Tramite una Legge firmata da Maurizio Gasparri nel 2005, la sola Fininvest detiene il 14,9% che non è poco.

Ma c’è un problema, quella Legge è in pericolo, perchè è provvisoria, può essere revocata in

qualsiasi istante.

Non dico altro. Chi ha orecchie intenda, chi ha occhi veda.

Sta di fatto che Google e Facebook, stanno portando via molto lavoro ai gruppi italiani, tanto che , sia Publitalia che Mediaset vogliono salvarsi devono stringere alleanza con Manzoni di De Benedetti, il nemico di Berlusconi.

Ci stanno tentando, hanno ambedue interesse a concludere, al fine di controbattere Google e Facebook.

BENEFICI PER I CITTADINI:

Se ci pensiamo bene, tutti questi colossi, tutte queste alleanze non portano nessun beneficio per il popolo, anzi sono molto nocive per vari motivi.

VEDIAMONE ALCUNE ASPETTI:

Primo: quando il monopolio dell’informazione è in mano a pochi, i cittadini sono come dei pesci nella rete, non possono scappare e non possono neppure controbattere.

In altre parole, fanno il bello e il cattivo tempo sia sul prezzo che sull’informazione da dare.

Possono studiare il nostri gusti, le nostre debolezze, i nostri difetti, le nostre manie, e in base a tutto ciò, farci sapere ciò che fa più colpo su di noi indipendentemente che sia di nostra necessità o meno e che l’informazione che ne esce sia che venga da Google, sia che venga di Facebook o altri, sia vera o meno.

La stessa cosa vale per il prezzo delle pubblicità da mandare in onda, si accordano fra di loro essendo soci uno dell’altro e nessuno li può contrastare.

Quindi per il popolo queste unioni, questi colossi, queste alleanze sono nocive sia per l’informazione che ne scaturisce, sia per il prezzo della pubblicità che fa lievitare di molto il costo dei prodotti pubblicizzati.

L’Italia, per il modo con cui sono gestite le Televisioni, quindi la rete, è il Paese Europeo che soffre di più.

Tutti tacciono, nessuno dice niente, sembra che tutto vada bene così come sono le cose.

Le organizzazioni pro consumatori taciono, i partiti politici tacciono, il popolo tace, ciò significa che va bene così, c’è solo da sperare che questo modo di dare informazione, non diventi nocivo per le nostre democrazie.

PARMA 11-08-2014

FERRARI Aldo