MONDO IN FIBRILLAZIONE

CROLLO DELL’EURO:

Dal marzo 2011 fino a circa luglio 2012, tutto il mondo finanziario “importante”, era convinto che l’Euro crollasse, chi non è dentro a questo mondo, non può immaginarsi quello che accadeva in quel periodo nelle grosse banche d’affari in tutto il mondo.

SCAMBIO:

Ci fu accumulo e scambio di valuta, compravendita di titoli di ogni sorta e scambio di qualsiasi altro documento finanziario esistente e/o inventato sul momento.

Ci fu un grosso accaparramento di banconote da 500 specialmente dallo Ior e dalla Germania, il bello di tutto ciò era che ogni banca cercava di nascondere il motivo così frenetico di tante, ma inutili transazioni a volte anche in perdita o a pari, ciò provocò un forte aumento dello spread.

MARIO DRAGHI:

A sorpresa Mario Draghi che aveva capito la situazione, nel dicembre 2011 fece un discorso fra cui disse: “La Bce farà tutto ciò che è necessario per preservare la moneta unica”.

Neppure quelle parole tranquillizzarono le grosse banche d’affari e gli scambi frenetici continuarono come continuò l’accaparramento di moneta cartacea.

Nel marzo 2012, ancora Mario Draghi presentò il programma Omt (Outright Monetary Transactions) che consiste da parte della Bce, nell’acquisto illimitato dei titoli di Stato dei Paesi colpiti dalla speculazione, naturalmente sotto determinate condizioni.

EFFETTO DESIDERATO:

Anche se l’operazione di per se stessa, venne approvata dalla Bce nel settembre del 2012, (preciso che non è ancora partita) quella dichiarazione ebbe un effetto positivo quasi immediato, infatti a luglio le banche d’affari si placarono e la fibrillazione dello scambio e accaparramento si placò, il mercato finanziario tornò alla normalità.

Da allora gli spread dei Paesi periferici si sono notevolmente ridotti, anche se effettivamente l’Omt ufficialmente non è ancora partito, a tutto oggi si attende il giudizio della Corte di Giustizia europea in merito al ricorso della Bundesbank (Banca Centrale Tedesca).

BUNDESBANK:

La Banca Centrale tedesca Bundesbank, ha fatto presente che il piano Omt va oltre il mandato della Bce sulla politica monetaria, quindi viola il poteri nazionali degli Stati membri, così ora deve decidere la Consulta Tedesca e poi la Corte di Giustizia Europea.

Non è la prima volta che la Bundesbank si oppone ad operazioni in cui l’Italia ne potrebbe trarre beneficio.

Nel 1992 ci negò l’assistenza monetaria e la lira dovette uscire dallo Sme (Sistema Monetario Europeo) con un notevole danno per la nostra economia.

Lo Stato italiano poteva far ricorso e ottenere un risarcimento in quanto fu un’operazione molto scorretta non promossa dalla Bce, ma da una banca di parte quale è la Bundebank.

Lo Stato italiano non promosse nulla e ne subì le conseguenze in totum, non si oppose, non presentò nessuna obbiezione, molto probabilmente causa incapacità e forse anche un poco di timore verso la Germania, il danno fu molto alto, ma tutto tacque.

L’EURO OGGI:

Comunque sia con l’Omt che venga approvato o meno, l’Euro rimane in pericolo causa la deflazione, se continua così ancora un poco rischia di mandare in tilt il Sistema Bancario Europeo con gravi danni per la nostra economia.

Tutta la zona Euro sta passando un brutto momento, ma l’Italia è quella che sta più male di tutti, è l’ultima della fila, è in coda dietro alla Grecia.

INIZIO CRISI:

Per vari motivi, con la cacciata dell’Italia dallo Sme, si ebbe l’inizio inarrestabile della crisi, quella crisi che è tuttora in atto e che Prodi pensava di risolvere con l’entrata nell’euro, contestato in piccola parte all’inizio da Berlusconi e Bossi.

ACCOLTO L’EURO:

Con tanta gioia di Prodi e Company, dopo tante peripezie, bilanci fasulli, bugie e promesse a casaccio mai mantenute, giunse la notizia che l’Italia era stata accettata e quindi faceva parte dell’Euro-zona.

Brindarono Prodi e Company, apparvero in Tv col bicchiere pieno di champagne in mano, mentre dalla bocca entrava lo spumoso vinello francese, dalla stessa bocca impastata di quella delizia a bollicine, uscivano parole senza senso di incoraggiamento per tutti gli italiani in cui venivano rassicurati che finalmente la povertà era sconfitta, il benessere sarebbe entrato in tutte le case e che il futuro dei figli era rassicurato, gli anziani avrebbero avuto la pensione adeguata ai tempi, le generazioni future non avrebbero più dovuto emigrare per vivere meglio, gli studenti avrebbero trovato il lavoro secondo lo studio intrapreso.

28 DICEMBRE 2001:

Era il 28 dicembre del 2001, ore 22,45, avendo saputo dell’approvazione della legge per le spese del 2002 e presunte 2003, feci una telefonata a Silvio Berlusconi per complimentarmi e fargli gli auguri del fine anno, gli dissi anche:

“Di questo passo l’Italia sta entrando in una crisi senza senza ritorno, non ci sono i soldi per sostenere il bilancio presentato, non ci sono i soldi per aumentare gli stipendi in base all’Euro, il debito pubblico aumenta, cala il lavoro, aumenta la disoccupazione, stiamo diventando il fanalino di cosa dell’Europa”.

LA RISPOSTA, più o meno:

“Ormai siamo nell’Euro, dobbiamo accettarlo, insegnerò agli imprenditori del nord come usare la moneta unica e forte, vedendo questo il Sud farà da supporto al Nord, farò la liberalizzazione dei costi e dei prezzi, aumenterà il lavoro, tutti gli italiani diventeranno ricchi”.

Da quei ragionamenti che facemmo quella sera nacque la pubblicità fatta dal Ministero di colui che veniva applaudito dal popolo per il fatto di avere acquistato le ciliegie. (In altre parole, comprando anche cose non strettamente necessarie faceva girare il denaro dando benessere a tutti).

SI AVVERO’?:

30 maggio 2002 ci fu veramente la liberalizzazione dei prezzi, quindi possiamo dire che una parte di quanto detto da Berlusconi si avverò ….. , le altre cose dette, se importanti o meno, se si sono avverate o meno, le giudicherà il lettore.

DA META’ 2002 IN POI:

Arriviamo a settembre 2002, analizziamo alcuni fatti inconfutabili e alla portata di tutti, imprenditori, artigiani, commercianti, impiegati od operai che siano.

Nel 2001, un pasto normale al ristorante con un buon antipasto di salumi misti, un primo fatto di spaghetti al sugo alla bolognese, un secondo con una bistecca o un arrosto di pollo o di vitello, contorno patate o insalata, un pezzo di formaggio, mezza bottiglia di acqua, mezza di vino, più un caffè, costo totale circa 20 mila lire.

OTTOBRE 2002:

Stesso pasto, stessi ingredienti, stesso mangiare uguale se non peggiore di quello del 2001, prezzo 20,00/22,00 Euro, non dico altro!!!!

Guarda caso però per il consumatore normale, come l’operaio in trasferta, la paga era rimasta uguale a quella del 2001, l’unica differenza che prendeva Euro invece di Lire, chi aveva 2 milioni di lire al mese, ora prendeva mille Euro al mese, ma…. il pasto che prima gli costava 20 mila lire, ora gli costava 20,00 Euro, fate i vostri conti.

NEL 2003:

Quello che nel 2001 costava 100 mila lire, nel 2003 costava 100 Euro, la paga sempre uguale e senza inflazione, che anche questo in certi casi, è uno svantaggio per il cittadino.

NEL 2005:

Quello che nel 2001 costava 100 mila lire, sia che si trattasse di viveri, vestiario, trasporti e quant’altro occorre per lavorare e vivere, nel 2005 costava 150 Euro, poco più poco meno, ma la paga era sempre uguale al 2001.

ANNO 2014:

Quello che nel 2001 costava 20 mila lire, oggi costa 40,00/50,00 Euro, la paga sempre uguale, le uniche differenze:

le imprese non hanno lavoro, chi lavora non viene pagato, la disoccupazione aumenta e guarda caso aumenta anche il Debito Pubblico che di solito quando non c’è lavoro non aumenta.

Tutto questo malessere porta ad un forte aumento della criminalità e della microcriminalità, un forte aumento della miseria e del malessere in generale.

UNO SGUARDO IN GENERALE:

Tutti i sondaggi in tutta Europa, dalla Spagna all’Inghilterra all’Italia, sia dove la crescita è ancora auspicata, sia dove il Pil si sta muovendo verso l’alto, la maggioranza della popolazione tocca con mano che questo non migliora le proprie condizioni di vita e di lavoro.

La speranza della crescita, non riscalda più i cuori delle persone in genere, il popolo ha cominciato a toccare con mano che se non si mettono in discussione le modalità dello sviluppo economico, se non si prende atto del fallimento dei mercati finanziari nazionali e internazionali al fine di creare nuovi posti di lavoro in loco, la vita della gente in genere, non migliorerà, e le disuguaglianze e la povertà cresceranno.

UNO SGUARDO ALL’ITALIA:

Nella crisi e nella crescita di oggi, i ricchi sono sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri e stanno precipitando nella miseria nera, senza via d’uscita, l’unico rimedio, è quello di emigrare e molti giovani stanno cercando lavoro in Germania.

PROMESSE & PROMESSE:

Ormai siamo consapevoli che la crescita in Italia per un po’ non ci sarà, nonostante questo, Renzi senza vergogna continua a promettere, spostando sempre più in là i tempi del decollo.

Mentre Renzi continua con le sue promesse infinite, aumentano Tasse, Gabelle, bollette di luce, acqua e gas multe e sanzioni e ogni altra spesa.

Oltre alle promesse, gli italiani sono invitati ad aspettare ingolositi dalla deregolazione del mercato del lavoro che i capitali esteri comincino ad arrivare in Italia, mentre nel frattempo gran parte dei “padroni” esteri già presenti chiudono, ristrutturano, licenziano, quelli italiani, appena possono se ne vanno.

SBLOCCA ITALIA:

Alcuni hanno posto la loro speranza nel famoso “Sblocca Italia” che dovrebbe partire, altri aspettano l’allentarsi dei controlli pubblici sul territorio da rimettere così in moto il meccanismo dell’edilizia, senza considerare l’insensato consumo di suolo che sarebbe comunque un respiro di pochi mesi come ci sarà in primavera, per poi essere peggio di prima entro l’autunno.

Nel contempo che tutto questo sogno si avveri, gran parte degli italiani vivono un oggi sempre più drammatico e difficile arrivando al suicidio ed è stato detto ai giornali di parlarne il meno possibile, anzi se possibile, è meglio non parlarne.

FENOMENI ATMOSFERICI:

Gran parte dell’Italia, è sott’acqua, per fenomeni atmosferici che qualcuno tenta di dire “eccezionali”, ma come tutti sanno non è così, come io scrissi due anni fa: “una pisciatina di gatto farà straripare i fiumi”, tutto perché non c’è più nessuna cura del territorio.

Nel contempo Renzi fa gli esercizi consueti di prevenzione postuma, prendendo impegni solenni post-disastro con promesse che non manterrà mai e che lui stesso sa che non può mantenere.

PERIFERIE URBANE:

Nelle periferie urbane la deprivazione sociale e culturale si riversa sulle strade, individuando come nemici i più poveri di tutti, i ragazzi, le donne, specialmente coloro che sono fuggiti dalle guerre e dall’impoverimento crescente dei tanti Sud del mondo in generale.

PROMESSE E PREDICHE:

È sacrosanto e umano opporsi all’intolleranza, ma occorre sapere e tener ben presente che ormai non bastano più né le promesse, né le prediche per sanare la situazione che degenera ogni giorno sempre di più, specialmente in Italia.

Oggi la situazione in Italia va sanata rompendo l’isolamento fisico e culturale, assumendo la lotta contro il degrado urbano in priorità a ogni cosa.

RISORSE E CRESCITA:

Non è più il tempo di aspettare le risorse che verranno da una probabile crescita futura imminente o meno, vedendo come stanno andando le cose, credo che sarebbe anche inutile ricercare queste priorità nell’attuale Governo, è una speranza vana, ormai più che evidente.

Pur ammettendo che sblocchi il decreto “Salva Italia”, è un piccolo, ma piccolo fuoco di paglia che non porta alcun benessere né all’istante né per il futuro.

Ci sono un poco di autostrade, un pò di ferrovie, ma guarda caso tutte per l’Alta Velocità, niente per i lavoratori pendolari, niente per il trasporto pubblico locale, niente che può interessare al popolo in genere.

Certo l’Italia sbloccata, avrà un poco più di asfalto, un poco più di cemento, ma avrà anche meno terra che respira e rende e tutto come già detto, durerà come un fuoco di paglia senza portare benessere a nessun tipo di “poveri”.

LA RABBIA:

Forse questo Governo non ha ancora capito che in tal modo crescerà la rabbia, una rabbia che potrebbe essere cavalcata da una destra estrema in cui Renzi non ci arriva più, le proteste aumenteranno, aumenteranno i subbugli e gli scontri di piazza, come finirà?

LA SOLUZIONE PER L’ITALIA:

La soluzione dei problemi non avviene col Decreto Sblocca Italia, o con le riforme in corso.

La soluzione per l’Italia avviene facendo ricorso ai capitali privati e cedendo il Debito Pubblico a dei professionisti per sanarlo.

Nel contempo bisognerebbe fare una specie di moneta parallela all’Euro supportata da certificati o titoli fiscali presi in carico dal Governo, liberando la circolazione del denaro che proviene da banche, senza lesinare sull’origine e sul contante come si sta facendo ora.

LA SOLUZIONE PER L’EUROPA:

Se l’Europa vuole mantenere la Moneta Unica, non basta più salvare l’economia, salvare il lavoro e il benessere degli europei, pur facendo questo, l’Euro prima o poi salterà.

Se vogliono mantenere l’Euro, la prima cosa da fare è isolare la Bundesbank che non ha niente a che fare con la Bce, se dovessero esistere trattati che gli conferiscono potere come la Bce, c’è qualcosa di losco sotto, pertanto devono essere violati in quanto non hanno ragione di esistere, se esistono per la Bundesbank, devono esistere anche per tutte le altre Banche Centrali dei vari Paesi dell’Euro-zona.

Una volta isolata la Bundesbank, la Bce deve mettere a disposizione dei Governi una quantità pilotata di Euro-moneta e titoli in Euro, liberando la circolazione del denaro che proviene da banche, senza lesinare sull’origine.

PARMA 24-11-2014

Ferrari Aldo