NOI DI D’ALEMA AL REFERENDUM

DIAMO SPAZIO AI GIOVANI:

Quante volte abbiamo sentito i politici dire: “diamo spazio ai giovani”, “mandiamo avanti i giovani” e cose del genere per simpatizzare con la classe giovanile.

Specialmente grandi Leader di sinistra, nei loro discorsi, nei loro comizi, nelle assemblee sembra che loro fossero li per dare spezio e luogo a dei giovani a mandare avanti la politica e il resto del Paese, lo ha fatto anche Berlusconi, non per sua natura, forse fu proprio Napolitano e D’Alema a suggerirglielo di dirlo in pubblico per accattivarselo, diversamente non credo che Silvio si vada a declassare come “vecchio” davanti a un assemblea.

CANCELLA IL DEBITO:

Massimo D’Alema fu uno di quelli in cui sembrava che fosse stato messo al Governo per addestrare e mettere al potere questi giovani, aveva perfino incontrato e dato spazio a Jovanotti con il Rap di “Cancella il Debito”, lo aveva invitato come ospite per discutere sui debiti governativi degli stati del Sud, insomma i giovani sono sempre stati caldeggiati ipocritamente dai politici specialmente quelli di sinistra.

UOMINI POLITICI E GIOVANI:

Sandro Pertini, Giorgio Napolitano e Massimo D’Alema nei loro discorsi hanno sempre, con le parole dato spazio ai giovani, Napolitano disse pure che nel prossimo futuro i giovani avrebbero governato l’Italia.

SGARBI:

Una volta Sgarbi disse che questa gente che esalta tanto i giovani, sono solo ipocriti, ma loro tengono il potere fino alla morte e aggiunse che è bello predicare di dare spazio ai giovani mentre invece il potere lo tengono stretto loro nelle mani, questa loro ipocrisia era dettata per farsi belli in pubblico e che i giovani lo avrebbero capito.

BANCA IN PAESI SCANDINAVI:

Sono passati più di 20 anni e poso dirlo: nel 1988 ero in una Banca per concludere grossi affari presso un Paese scandinavo, parlando di economia e trasferimenti di denaro, automaticamente il discorso va a finire sulla legalità e sul riciclaggio e sulle tasse del trasferimento fondi e dei capitali permanenti in certe banche, e in quei Paesi si pagavano le tasse dai mq di ufficio e non sul guadagno, insomma per farla breve, allora D’Alema per il suo partito, così si diceva, aveva solo in quella Banca più di 25miliadi di lire italiane a lui intestate. Ho detto questo solo per una precisazione, non riguarda ciò che voglio dire.

D’ALEMA NATO NELLA POLITICA:

D’Alema è cresciuto nella politica, è diventato un esperto politico facendo la gavetta, è stato un uomo di punta del Partito Comunista Italiano (Pci), organizzatore e capace anche di intrighi nazionali politici, insomma, un uomo intelligente e senza scrupoli di coscienza.

ABBANDONO DELLA POLITICA:

L’ultimo intervento di Massimo fu nel 1998 del 21 ottobre, formò il governo della Repubblica Italiana, rimase in carica come premier fino al 22 dicembre del 1999, non si arrese, così formò un altro Governo sempre con lui come premier che durò fino ad aprile del 2000.

Dopo di allora, non si dedico più alla politica apertamente a tempo pieno, lavorava per così dire dietro le quinte, in pubblico faceva qualche comparsa ogni tanto, aveva le sue pedine che gli diceva cosa dovevano dire nelle sedute in Parlamento, per il popolo sembrava quasi che si fosse ritirato completamente dalla politica.

Ebbe alcuni scontri sia con politici del suo partito, il Pd.

Massimo fece fare alcuni passi o meglio intrighi politici a Berlusconi contro il popolo italiano che ci casco come un novellino che neanche un leader di sinistra avrebbe fatto in quel caso, tutto pilotato da D’Alema e Napolitano.

NAPOLITANO – D’ALEMA:

Con Napolitano sembrava che ci fosse una grande intesa, ma non era vero, fra Napolitano e Massimo due vecchi comunisti del sasso come si suol dire, c’è sempre stato un certo attrito, in pubblico si rispettavano, ma questa era un’etica di sinistra, guai criticare apertamente in pubblico un membro del partito.

RITORNO DI D’ALEMA:

Dal 2008 in poi fino all’arrivo di Renzi, D’Alema si vedeva poco in pubblico, anche l’elettorato di sinistra lo guardava di traverso causa il disaccordo con Napolitano, a un funerale di sinistra fu criticato perchè rispondeva a un sms col cellulare, ogni tanto qualche battuta dopo Monti e Letta, ora invece è rispuntato e forse anche acclamato.

NO AL REFERENDUM:

Lunedì 05 settembre ha lanciato il suo comitato per il No al Referendum costituzionale, con la sua innata modestia ha aperto il suo discorso d’introduzione al cinema Farnese a Roma, chiedendo scusa ai partecipanti per il ritardo in quanto le adesioni sono state molte più del previsto, e ha dovuto cambiare sede per ben tre volte, ma anche questo cinema era troppo piccolo per le adesioni avute, però per il suo programma il tempo stringe e così si è accontentato.

RIUNIONE ORGANIZZATIVA:

Dopo le scuse e il suo abituale compiacimento dicendo: “abbiamo sbagliato”, “abbiamo sottovalutato la spinta di partecipazione”, “l’iniziativa doveva essere una riunione organizzativa per come informare la gente sul referendum, invece vista la grande e numerosa partecipazione diventa una manifestazione sia contro il referendum che per un programma futuro in generale, comunque il voto va dato ai No”.

RITORNO DI MASSIMO:

La stragrande maggioranza hanno detto che quello era il “ritorno di Massimo” in politica esecutiva, tutta l’assemblea applaudiva, tutti erano felici e contenti, tutto andava bene poi incominciò il discorso di Massimo basato sulla “demolizione” di Matteo Renzi, venne il turno della demolizione di Maria Elena Boschi e la loro riforma, non si parlo di programmi futuristi, tutta la sera il “ritorno di Massimino” si basò fra una critica all’altra sulla sinistra, sul Pd, su Renzi e la Boschi.

CRITICHE AI LEADER DI SINISTRA:

Qualche giorno prima e in seguito, in Parlamento stava crollando il mondo sulle spalle di Virginia Raggi, quindi qualcuno tentò di far ragionare Massimo e chiedere consigli a lui, ciò a rovinato in parte la riuscita mediatica dell’evento di Massimino che con quell’aiutaci Tu, fece ben poco se non criticare certi leader” della sinistra.

TELEFONATA RICEVUTA:

Ricevetti una telefonata di una storica militante romana passata dal Pci, poi al Pds, non aderì mai al Pd, è rimasta single di una sinistra senza variazioni, era presente a quella riunione e rideva per le tante battute sarcastiche di cui era contorniato il discorso di D’Alema.

Discorso di un’ora e mezzo, un’assemblea allegra, tutti ridevano sulle battute fatte contro Renzi, in mezzo a tanta allegria è nato un comitato nazionale che riunirà il fronte del No, si dice che anche la struttura sarà diversa dagli altri comitati che sono già attivi specialmente a sinistra.

LE RAGIONI DI QUEL COMITATO:

D ‘Alema vuole specificare che anche le ragioni del suo comitato hanno radici nella storia e nella cultura del centrosinistra Italiano, a poi fatto il nome del Presidente del neonato comitato referendario dicendo: “che deve mettere ordine nelle tante disponibilità che stiamo avendo per la sua composizione”, tutti si chiedevano cosa volesse dire, ma sembra che non sia stato spiegato, almeno nel suo discorso.

CONTINUA IL SUO DISCORSO:

Fra battute e risate il discorso continua, a un certo punto disse: “siamo ancora all’embrione di un comitato nazionale di impegno civile, quindi il compito di farlo crescere tocca all’avvocato (ex senatore ulivista) Guido Calvi, un fine giurista che ha il pregio di non avere la tessera del Pd, tra le altre cose, così non potrà essere accusato di volere fondare una nuova corrente”. (giù risate).

D’Alema nel suo discorse ha replicato più volte che il suo comitato: “Ha radici nella storia e nella cultura del centrosinistra italiano”, sembra che lo abbia replicato più volte a chi da Palazzo Chigi lo accusano di cercare visibilità andando a braccetto con Renato Brunetta e simili, anche loro per il No e ora brindano per la discesa in campo di Massimo D’Alema.

PERCENTUALI FATTE A PALAZZO CHIGI:

A Palazzo Chigi fanno i conti in questo modo: “con d’Alema l’elettorato di sinistra fuori dal Pd, il Movimento 5 stelle, il centrodestra unito e altre piccole formazioni, il tutto porta al 65 per cento, più il numero che porta il comitato di D’Alema, poi forse Bersani, ma è da vedere, c’è Cuperlo, la vittoria dovrebbe essere facile”.

LA SEGRETERIA COMANDA:

Da parte mia dico che la cosa sembra troppo facile fare i conti in tal modo: la sinistra è storica che ormai l’elettorato segue da sempre le istruzioni della segreteria, infatti Renzi contava su questo e con l’appoggio di Napolitano era certo che avrebbe vinto il Si, non si aspettava questa scissione, forse non si aspettava neanche il silenzio di Napolitano, sicuramente se potesse tornare indietro, non avrebbe dato retta alla Boschi, ma ormai è tardi.

BASTONE E CAROTA:

Massimo ha poi chiarito con un certo impegno, che non sta fondando un partito né tantomeno un asse con il centrodestra, giura inoltre che non vuole cacciare Renzi, anzi ha detto espressamente: “io sono un ammiratore del Presidente del Consiglio”, insomma dopo tante battute poco “gentili”, ha terminato dicendo che il suo intervento a parte il referendum serve anche per togliere un impiccio sulla Legge Elettorale che secondo Lui la Corte non dovrebbe tenerla buona e rigettarla, quindi va discussa e cambiata in Parlamento.

LEGGE ELETTORALE:

Dopo queste parole ci fu una replica a distanza di Maria Elena Boschi con le testuali parole disse:

“La legge elettorale è ovviamente nella disponibilità del Parlamento che può decidere di cambiarla in qualunque momento”.

RISPOSTA E ATTRITO:

Massimino non si lasciò intimorire, dopo poco ci fu la replica sempre naturalmente a distanza:

“Già è come se non avesse messo il Governo con la fiducia per imporla al Parlamento, e come se non fosse Renzi il segretario del primo partito, in Parlamento”.

É un linguaggio un poco forbito che in altre parole vuol dire che: quella Legge, se la Boschi e Renzi avessero voluto lasciare che il parlamento decidesse, non c’era bisogno di mettere la fiducia, sicuramente se così fosse stato non sarebbe stata approvata, insomma gira e gira, ma l’attrito fra Boschi, Renzi e Massimo esiste alquanto marcato.

BERSANI E D’ALEMA:

Chissà se D’Alema era convinto che presenziasse a quella riunione anche Bersani, ma non c’era, mandò il suo portavoce, Di Traglia, che prese atto che in quell’assemblea si diceva che l’Italicum non cambierà, nonostante questo però, bisognerebbe che il Voto andasse ai No, è un pochino un controsenso, ma quello era lo spirito di quella sera dentro a Cinema Farnese.

RENZI E LA CGIL:

A sentire Di Traglia, la minoranza della sinistra del Pd è ancora alla finestra, lo è nelle città come Roma e nei territori in cui i sindacati non si espongono, forse a farli smuovere ci penserà la Cgil, in cui per ora sta zitta , molto probabilmente ci sarà un accordo fra lei e Renzi: Tu mi dai e io ti do, visto che hanno perso con il licenziamento.

TENERCI VISTI:

Qualcuno a chiesto a D’Alema se era deluso per la mancanza di Bersani, la risposta fu no dicendo che sapeva benissimo che Bersani e Cuperlo non sarebbero venuti e chiuse il discorso dicendo: “L’importante è non perderci di vista”.

PUBBLICITA’:

La mia interlocutrice disse che Massimo era soddisfatto, anche se la forza del suo comitato è tutta da dimostrare, infatti la vera forza non sta nel solo numero dei presenti di quella sera, ma è quella che ti fa ottenere qualche servizio nei tg, più qualche talk dedicato, e che raduna molte telecamere tutte televisive da far pubblicità costruttiva sul ritorno di Massimo.

AMMIRATO MA NON CONDIVISO:

Bisogna vedere quanti amministratore, quanti uomini sui territori si dedicheranno alle parole dette nelle battute di Massimo contro Renzi, certo se le battute nei giorni avvenire sono come quella di Enrico Rossi, il Presidente toscano che disse:

“Rispetto il presidente D’Alema, sta facendo la sua battaglia com’è naturale che sia e fa bene a farla, perché è nelle sue prerogative, ma non la condivido”.

SONDARE LA SINISTRA STORICA:

Se tutti la pensassero così, quel ritrovo organizzato da Massimo, sarebbe stato uno smacco per come si aspettava lui, certamente D’Alema ha fatto questa assemblea per tastare il terreno, per vedere se una parte della sinistra del Pd, gli ex Ds e i vecchi militanti del Pci romano, sono legati o meno a Renzi e company, inoltre ha potuto sondare che un suo impegno per riunire la sinistra del sasso sarebbe apprezzato da quella sinistra storica, ormai aleatoria senza guida.

ESTROMETTERE RENZI:

Dalla sua valutazione Massimo D’Alema dovrà valutare se rifondare una nuova sinistra legata alla vecchia mentalità modernizzata, in altre parole se rifare un nuovo partito a tutto spiano e staccarsi da Renzi, oppure andare avanti col Pd cercando di estromettere Renzi in modo indolore o con pugnalate dietro la schiena non visibili al pubblico di sinistra, cioè come faceva un tempo il Pci, fare in modo che senza scandali il Segretario Matteo dia le dimissioni per cause di “incompatibilità” fra premier e segretario.

CAOS NEI PARTITI E NEI LEADER:

É inutile negarlo, oggi nei partiti è un periodo in cui tutto sembra asfissiante, la destra è inesistente, il Pd è diviso a tutti gli effetti, il tutto sembra che non ci sia uscita, mentre i militanti di destra non ci sono più o quasi, quelli che rimangono i tempi e il tempo li ha ammansiti, sembra che stiano dietro la finestra a vedere chi passa, ma forse sono decaduti come mentalità e non si aspettavano una sinistra così “moderna” che si chiama ancora sinistra, ma non ha niente a che vedere con la sinistra. (scusate il bisticcio di parole).

Con la Seconda Repubblica, si sono cambiati i nomi, si sono cambiati i simboli, si cambiano le coalizioni e le alleanze, ma in fondo le pratiche e gli obiettivi non si cambiano e non solo, a questi nuovi “nomi” di partiti gli sembra che non ci sia nulla da cambiare, che tutto vada bene. Così come sta andando ora.

MENTRE … MENTRE … MENTRE…:

Questi ultimi anni il nostro Bel Paese sta dimostrando tutta la fragilità fisica tra il terremoto e le alluvioni, mentre c’è chi erige muri dentro l’Europa fortezza, mentre ancora nel 2016 uomini bianchi e occidentali violentano donne e ammazzano le loro compagne, mentre il Governo sembra più impegnato a capire come vincere un referendum, di cui ormai in pochi tra i cittadini e le cittadine ricordano il senso, noi dove siamo?

Purtroppo di questa immagine della politica tutta tesa a difendere pezzi di micropotere, perché i poteri veri sono sempre più su e sempre fuori dalla politica stessa, il popolo in genere sta sempre più male e i problemi attanagliano le famiglie meno abbienti.

DALLA VOSTRA PARTE:

Ogni tanto vedo la trasmissione condotta da Maurizio BelPietro, c’è da pensare che siamo un Paese peggiore dell’antico Biafra, persone di 60 anni con un figlio disabile devono uscire di casa per sfratto per non avere il denaro di pagare 160 euro al mese e il Governo pensa al referendum, devo anche dire che la Santachè si è presa come persona singola di pagare Lei quell’affitto, affinché non vengono sfrattati. Che vergogna per il Capo del Governo.

MISERIA & MISERIA:

Anche la sinistra quella radicale, cioè quella che dice di non stare mai con Pd, propone le stesse ricette fallite da vent’anni, anche chi continua con il mantra del centrosinistra, come se esistesse ancora o dipendesse da chi lo nomina, il Paese continua la sua corsa verso la miseria nera, mai l’Italia ha avuto tanta miseria come oggi e il Governo pensa al referendum.

Che vergogna per il Capo del Governo.

Eppure questa miseria deve pur scomparire, l’Italia è marcia solo su alcuni politici incapaci, altri arrivisti che vogliono conquistare il potere come ai tempi del Fascio, ma nel complesso il popolo è solidale in tutto, c’è lo raccontano le straordinarie corse alla solidarietà dopo i tragici eventi di questa estate, lo scontro dei treni tra Andria e Bari, il terremoto tra Lazio e Marche, ce lo raccontano le tante storie di volontari, mediatori culturali, uomini della Marina che lavorano incessantemente e spesso in condizioni precarie al salvataggio e all’accoglienza dei migranti e questo è un grande onore per l’Italia, da questo i giovani devono prendere esempio.

PARMA 25-09-2016

FERRARI ALDO