RISCHIO PAESE

BORSE:

Un giorno cadde un elicottero sul “pirellone” di Milano, le borse calarono con grosse perdite; un altro giorno scoppiò un “temporale”e, di nuovo, le borse calarono con grosse perdite. Di questi fatti ne potremmo citare migliaia in cui, senza spiegazione, le Borse in tutto il mondo subirono un calo da far paura e nessuno, naturalmente, aveva il potere o la facoltà di chiedere spiegazioni su questo calo fuori luogo e indesiderato dello stretto mondo “borsistico” mondiale e naturalmente degli investitori.

BORSE = SPAURACCHIO:

L’effetto Brexit nel Regno Unito portò uno scompenso enorme nei titoli bancari e in tutte le Borse del mondo, ci fu un calo storico che nella media superò in un sol giorno il 15 per cento.

Non voglio parlare di cosa fanno le borse e dei loro controllori, ma voglio solo dire che il sistema è diventato uno spauracchio in funzione della politica che prevale nel Paese in cui accade l’evento.

Partiamo dal punto di vista che l’Inghilterra non è nell’area dell’Euro, quindi era chiaro che la Brexit non avrebbe portato scompenso sulle banche. Infatti, così è stato, ma causa di quei partiti che “predicano” che l’Euro è una “disgrazia” e che noi italiani dobbiamo tornare alla lira, ciò viene preso alla lettera come sanno fare i “manovratori” della Borsa.

TERRORE ECONOMICO:

Causa proprio questi partiti che causano terrore economico dicendo che l’Euro è la causa di tutti i problemi, gli speculatori della Borsa prendono queste cose al balzo per gettare panico e speculare non tanto sull’andamento economico, ma sul panico che viene dal popolo.

Comunque sia, con la Brexit in Italia si è riaccesa la spia del rischio Paese. Dobbiamo anche dire che, sempre a causa di quei partiti delatori, l’area dell’Euro vive da anni in quest’alternanza tra periodi di “risk-on” e quelli di “risk-off”.

Quando scatta la percezione del rischio gli investitori colpiscono gli anelli della catena e guardate caso, l’Italia è sempre in prima fila, ciò è dovuto ai partiti delatori che buttano fango sull’area euro.

SPECULAZIONE:

Qua c’è da stare attenti, in quanto per gli speculatori o per chi capisce i giochini borsistici, percezione del rischio significa fiutare lauti guadagni, in altre parole, si vende perché si ritiene che i valori scenderanno per poi riacquistare a meno, naturalmente con la vendita il titolo si abbassa davvero, alcuni “esperti”, vendono titoli che non hanno e li comprano dopo averli già venduti, in questo modo le attese si realizzano, ma questa è pura e reale speculazione a danno dei cittadini.

LA BREXIT:

L’effetto Brexit non ha avuto effetti diretti sul sistema bancario italiano, non ce n’era motivo, però è ciò che non capisco, ha spostato la levetta sul risk-on, non si capisce il perché, ma ciò è quello che è successo.

Senza motivo è accaduto come nel biennio terribile e buio del 2011 e 2012, allora ci fu la crisi dei debiti sovrani dei Paesi periferici e noi stavamo per andare sotto, oggi invece con la Brexit c’è la protezione della Bce che compra ogni mese decine di miliardi di titoli emessi dagli Stati e ne protegge il valore, almeno così sembra, salvo ordine contrario della Merkel.

LE BANCHE ITALIANE:

Come abbiamo già detto, la Brexit non ha intaccato le banche italiane, però è chiaro che per il momento, sono l’anello debole per l’economia italiana in quanto mancano di capitali e di liquidità, infatti, nessun risparmiatore tiene più libretti di deposito in Banca.

Le banche italiane sono povere di capitale, o meglio, devono far fronte alle perdite che dovranno subire per liberarsi dei cosidetti “crediti deteriorati”, cioè quei prestiti che hanno fatto e che difficilmente rientreranno. Anche in questo caso c’entra sempre la politica che ha fatto di tutto per dare finanziamenti a imprese fallimentari che sostenevano il partito, oppure a imprese amiche di qualche leader politico.

FRANCIA GERMANIA:

Sia la Francia che la Germania hanno risolto questo problema con un gigantesco impiego di capitali pubblici, in Italia si discusse ma non si fece, molto probabilmente per debolezza governativa e politica, ma più che altro non si fece per incompetenza finanziaria mondiale, considerando che dopo la Grecia abbiamo il debito pubblico più alto nell’area Euro.

Con il Governo Renzi si è aperta una trattativa con le istituzioni europee e più che altro con il Governo più forte, cioè la Germania.

Se avessimo un Ministro delle finanze e un presidente del Consiglio esperti, quella trattativa potrebbe essere decisiva; la crisi economica e la crisi politica sono strettamente intrecciate, infatti, in qualsiasi Paese le politiche di austerità lasciano macerie, ma in Italia è già da molto tempo che perdurano, quest’austerità, più che altro politica, è diventata un cancro sul campo economico; così perdurando saremo costretti davvero ad uscire dall’Euro con tutte le conseguenze possibili.

MOVIMENTO 5 STELLE:

In Italia il Movimento 5 Stelle ha conquistato la capitale e molti sondaggi lo danno come prima forza politica, quindi in questo caso Renzi, uscito malconcio dalle elezioni amministrative, potrà trovare soccorso proprio dalla Merkel, che vede con terrore la possibilità che l’Italia possa entrare in una fase di instabilità politica.

Se in Italia ci fosse un cambio del premier, la Merkel potrebbe trovarsi in imbarazzo con la politica economica che ha intrapreso, in quanto, con Renzi fa come gli pare e piace, se ci va un altro, difficilmente gli capiterà un “tipo” così raggirabile a seconda del gioco economico che sta facendo. Dobbiamo pensare che la mentalità del Tedesco è quello di imperare il globo, ha tentato con due guerre mondiali, ora tenta sul lato economico, sarebbe da sprovveduti sottovalutare questo aspetto.

DEUTSCHE BANK:

La Germania è il Paese più ricco d’Europa, se non del mondo, ma anche lei ha i suoi problemi con le banche. Infatti, il Fmi (Fondo Monetario Internazionale) ha indicato nella Deutsche Bank, il maggiore fattore di rischio per il sistema finanziario mondiale a causa della sua esposizione in derivati per una cifra stimata in quindici volte il Pil del Paese e credetemi che non è poco.

MONTE DEI PASCHI DI SIENA:

Se riflettiamo bene sotto questo aspetto, è una bomba atomica a confronto dei “miseri” 10 miliardi di crediti deteriorati di cui, secondo la Bce, il nostro Mps (Monte dei Paschi di Siena), si dovrebbe liberare.

A questo punto c’è da farsi una domanda: la situazione della Deutsche Bank è nota da tempo e nessuno ha mai detto niente, come mai proprio ora il Fmi la tira in ballo con grande enfasi?

WASHINGTON:

Da parte mia credo che anche Washington ritiene che l’Italia e il suo Governo vadano “protetti” come ai bei tempi con la Democrazia Cristiana al Governo, inoltre, anche l’America può dare fastidio di questo avanzamento economico così spudorato del Governo tedesco, vedremo in seguito se Renzi ne terrà conto o meno.

ACCORDO FRA RENZI E LA MERKEL:

Naturalmente l’accordo fra la Merkel e Renzi potrebbe funzionare se prima di accordarsi per salvare la Deutsche Bank dovrebbero sistemare il Mps e le altre banche italiane, considerando che nel debito del Mps ci sono le obbligazioni che servirono per finanziare l’acquisto di Antonveneta, che oggi, è ancora una vicenda molto oscura.

Che il Mps e le altre banche vadano salvate non vi è dubbio, se così non fosse è come dire mandiamo il Paese al fallimento totale, però naturalmente non può esserci un salvataggio con: “eccoti il denaro paga i debiti e siamo a posto”.

TRUFFA BANCARIA:

C’è una Banca americana e con diritto londinese city, (non è mio compito fare il nome), fa affari immettendo on-line promissory notes e titoli con una durata dai 20 ai 40 anni, il tasso mensile va pagato alla banca emittente; questi titoli sono chiamati anche derivati, però come d’altronde ormai tutti sanno, alla scadenza scompaiono.

Questi derivati vengono immessi sul mercato come promissory notes (cambiali internazionali), la Banca che li ha emessi fa un guadagno enorme in quanto spende solo la carta per farli e dietro non c’è nulla, chi li acquista se ha un bel giro li colloca come se fosse una cambiale-pagherò o un Certificato di Deposito, di solito vengono acquistati per coprire linee di credito.

Dal 1994 al 2002 si unirono Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e comprarono questi titoli. Il Governo italiano acquisì questi Derivati per quasi 3miliardi di lire italiane pagando un miliardo e duecento milioni di lire italiane.

MONTI SANA LE BANCHE:

Nel novembre del 2011 Monti andò al Governo, come prima cosa avrebbe dovuto salvare o meglio “sanare” le banche, iniziò quasi subito, ma non a salvare le banche italiane, pagò tre miliardi di Euro per saldare quei Derivati e gli interessi, così suo figlio inizio a lavorare dentro a quell’Istituto mondiale.

Questo fu il salvataggio di Monti, considerando che quel pagamento di tre miliardi di derivati fasulli, non era obbligatorio, nessuno chiedeva tale pagamento, fu solo un capriccio di Monti coperto di Ministri del suo Governo.

Comunque sia le banche italiane per salvarsi fanno senza il denaro del Governo, incamerano il denaro dei risparmiatori e non è ancora finita, infatti, da come vedo Renzi sta facendo la stessa cosa come fece Monti.

CREDITI DETERIORATI:

Naturalmente ci raccontavano che le banche, facendo doverosamente e correttamente il loro mestiere, avrebbero prestato il denaro a imprese e famiglie del tutto meritevoli e solvibili, ma se guardiamo i fatti non è stato realmente così.

PRESTITI AD AMICI DEGLI AMICI:

Senza voler fare polemiche su questo campo, posso citare soltanto ciò che un giornalista scrisse sulla Stampa del 09 luglio:

“i guai delle banche italiane derivano dall’aver prestato troppo denaro agli amici degli amici di consorterie politiche e/o industriali di cui tutti sapevano che quel denaro non sarebbe mai stato restituito”.

RIFORME STRUTTURALI:

La questione bancaria andrebbe messa ai primi posti nelle cosiddette riforme strutturali che fino ad oggi hanno riguardato tutt’altre questioni come: i costi della democrazia, il peso del settore pubblico, l’abolizione dei diritti sociali, la flessibilità del mercato del lavoro, le privatizzazioni e altre cose, ma di banche non se ne parla, solo qualche parola quando capita un elemento che riguarda ciò.

È vero che il richiamo del libero mercato, in sostanza, è stato usato per ridurre i diritti e la forza contrattuale dei più deboli, ma della riforma del sistema finanziario non se ne parla in quanto parecchie banche dovrebbero chiudere.

BANCHE D’AFFARI E NON:

Eppure questo è la questione più urgente ed essenziale a partire dal ripristino della distinzione tra banche commerciali e banche di investimento.

Siamo arrivati al punto in cui si deve porre fine al modello di “Banca Universale”, cioè, oggi una banca raccoglie i soldi dei risparmiatori e si dedica al contempo ad attività speculative di qualsiasi rischio e natura, se va bene incassano lauti profitti e compensi a loro e ai manager, se va male la banca deve essere salvata con i soldi pubblici perché come la legge dice, “non può fallire”; in altre parole, chi ci rimettono sono i risparmiatori.

RIFORMA BANCARIA:

La riforma che deve essere fatta deve interrompere definitivamente questo processo di privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite che si è associato alla crisi. Questo è uno dei fattori che, sul piano mondiale, ha consentito all’1% della popolazione di arricchirsi a spese del restante 99% che si impoverisce sempre di più, non solo, ciò da forza ai partiti delatori che predicano “usciamo dall’Euro”.

Aspettiamo i nuovi sviluppi, ma la cosa è tutta in mano alla Germania, in cui sostiene che la riforma delle istituzioni e delle regole non dovrebbe venire dalle istituzioni europee, ma da accordi intergovernativi fra i governi interessati, di cui la Germania sarebbe la capofila. Preghiamo dunque il Signore che Renzi non si faccia incantare e fotografare con dei sorrisi e strette di mano che fa con la Merkel e forse anche Hollande.

PARMA 26-07-2016

FERRARI Aldo