VOTIAMO NO AL REFERENDUM

BICAMERALISMO:

Già da alcuni anni i nostri parlamentari avevano messo in discussione la riforma del bicameralismo, anzi nessuno l’aveva messa in discussione, tutti erano d’accordo fare quella riforma, ma guarda caso si è smarrito il problema, forse proprio per il largo consenso che nessuno, almeno nel Parlamento, non ne hanno mai più parlato.

Se chiediamo al Parlamento o meglio, se lo chiediamo a parlamentari di qualsiasi partito, con mezze frasi come scusa, rispondono che per fare certe leggi ci vuole tempo, meditazione e sentire come ne parla il popolo per poi decidere.

LA SINISTRA E LE LEGGI:

Tutti sappiamo che la sinistra quando non vuole far passare una legge se non è a suo piacimento, cerca tutte le scuse immaginabili e possibili, solo per dirne una, ha messo un Presidente del Consiglio senza il voto dei cittadini, ci sono leggi che vengono modificate vorticosamente, ma vanno avanti.

La legge sull’alluvione, è una normativa che soffoca le energie vitali del Paese, il decreto Fornero convertito in 15 giorni e viene revisionato ogni anno, le norme ad personam di Berlusconi furono come lampi in Parlamento, il Porcellum fu approvato in due mesi circa, insomma i tempi sono rapidi quando c’è la volontà politica, sopratutto se la cosa è negativa per gli altri partiti.

LUIGI EINAUDI:

Per approvare una legge non è la velocità, ma la qualità, si dovrebbe rallentare la produzione legislativa, così diceva Luigi Einaudi, certo non per perdere tempo, ma per approvare poche leggi organiche, efficaci, leggibili, e delegando i dettagli all’amministrazione.

PARLAMENTO:

Per il resto del tempo il Parlamento dovrebbe dedicarsi al controllo degli apparati, all’indirizzo politico e alla verifica dei risultati, intervenendo nel momento che vede e/o denota uno sbaglio o una inefficienza.

PER TOGLIERE IL BICAMERALISMO:

L’indirizzo era che per fare buone leggi valeva la pena di riformare il bicameralismo eliminando il Senato, imponendo alla Camera maggioranze qualificate sulle leggi di garanzia costituzionale; oppure si poteva specializzare il Senato come Camera di Alta Legislazione, priva di fiducia, ma dedita alla produzione di Codici al fine di assicurare l’organicità, la sobrietà e la chiarezza delle norme.

Tutto si è arenato forse perché erano soluzioni troppo semplici, oppure si è preferito da qualcuno un assetto arzigogolato da pregiudicare perfino l’obiettivo della velocità.

SENATO:

Se esaminiamo bene il concetto di questo bicameralismo e abbondante, ma molto imperfetto, il Senato mantiene, seppure in modo contorto e controverso molti poteri, però perde di autorevolezza, diventando il dopolavoro del ceto politico regionale, in altre parole:

è un’assemblea dotata di poteri, ma priva di autorità, è come se un capo fabbrica con pieni poteri può fare tutte le leggi che vuole e quando vuole e nessuno gliele può contestare, però una volta fatte non ha il potere di farle applicare.

SCUSE PER NON APPROVARE:

Come risultato finale, è una conflittualità sulle attribuzioni delle leggi, a cui viene affidata ai Presidenti delle Camere senza soluzioni in caso di disaccordo, il contenzioso viene alimentato, così almeno si dice quando qualcuno non vuole approvare una legge, da una scrittura pessima in cui in certe parti assomiglia a un regolamento di condominio, perfino gli autori della Camera dicono che si poteva fare meglio, qualcuno ha anche asserito che un demone ha impedito di scrivere meglio e più capibile sia per la calligrafia che per l’Italiano usato.

CAMBIARE LA COSTITUZIONE:

Da quando sono nato si sente dire che in Italia bisogna cambiare la Costituzione senza però dire quali sono i difetti, è sempre stata una malattia solo italiana, è proprio un’ossessione fare questo cambiamento che non ha paragoni in nessun Paese occidentale.

COSTITUZIONE AMERICANA:

Come sappiamo tutti i sistemi istituzionali del mondo sono prodotti storici e quindi naturalmente difettosi, ad esempio la Costituzione americana non prevede nessun decreto legge, ma consente di gestire e alimenta da oltre due secoli una religione civile, di cui nessuno si sognerebbe di modificarne decine di articoli.

Ci sarebbe invece da pensare che sono i governanti che devono compensare con la politica i difetti dell’ordinamento, ma purtroppo, quando non sanno farlo invocano le riforme istituzionali.

CRISI ISTITUZIONALE:

Questa ossessione è iniziata quando sono finiti i vecchi partiti che nel bene e nel male comunque, avevano governato il Paese sia in maggioranza sia all’opposizione, da allora i politici non sono stati capaci o non hanno voluto rigenerare strutture politiche adeguate ai nuovi tempi e hanno scaricato tale incapacità sulle istituzioni, così questa crisi politica si è trasformata in una crisi costituzionale.

Parliamoci chiaro, che il Paese non si possa governare a causa del bicameralismo è la più grande panzana raccontata al popolo italiano nel secondo Novecento.

NON SIAMO CREDULONI:

Senza temere il ridicolo, oggi l’establishment promette che il nuovo articolo 70 aumenterà il Pil; ora si promette anche la lotta al terrorismo e altro ancora, infatti è un sacco vuoto che può essere riempito di ogni cosa, possono anche promettere che gli italiani con quell’articolo possono fare – avere più figli e forse che nessuno italiano morirà più, sicuramente purtroppo, molti ci crederanno.

SOGNO DI RENZI:

All’inizio pensavo che c’era almeno un’intenzione costruttiva e che le riforme servissero a stimolare il rinnovamento dei partiti, a fare un accordo fra di loro per le leggi urgenti che toccano la classe medio – bassa tipo le pensioni, i disoccupati, i giovani, l’artigiano, le piccole imprese basti pensare che abbiamo dei pensionati che pagano l’affitto con 400 euro mensili di pensione e cose del genere, ma invece erano solo per avere superiorità come premier e avere un governo in cui il presidente del Consiglio ha il pieno potere di fare ciò che “vuole”.

I NON ELETTI:

Dopo la caduta di Berlusconi in cui passa i poteri del Governo a Monti per un Governo Tecnico, poi arriva Letta con un Governo politico senza votazioni, e, arriva Renzi sempre senza votazioni e tutto ciò nell’arco di 5 anni poco più o poco meno.

POLITICA DECADENTE:

Possiamo essere di destra o di sinistra, ma non c’è dubbio, questa è storia di una politica decadente, non curata e degenerata con partiti in caduta verticale di idee e di consensi ed ora, proprio questi partiti degenerati vogliono e pretendono di riscrivere la Carta Costituzionale, se ciò avvenisse e se il popolo glielo permette, sarebbe veramente una vergogna senza contare il danno che portano alla Nazione e ha tutti i suoi abitanti.

RIFORME ISTITUZIONALI:

Le riforme istituzionali più volte sono state iniziate, ma sono sempre fallite, mai una è giunta al traguardo a parte il loro stipendio e le loro pensioni, infatti hanno sempre fallito perché erano motivati solo da interessi “politici” contingenti dettati per fare i propri interessi e non certamente per causa progetti costituzionali.

Sarebbe veramente un miracolo, quindi impossibile che i partiti in caduta verticale di idee e di consensi avessero miracolosamente la capacità di riscrivere la Costituzione, infatti oggi la crisi politica è degenerata nel discredito dei partiti e le riforme istituzionali sono sempre fallite.

Sono state numerose, ma sempre fallito perché motivate da interessi politici contingenti per cose personali e per andare contro un altro partito oppure un altro odioso leader, ma in nessuna di queste c’era un progetto costituzionale per l’interesse totale del paese e naturalmente del popolo.

GOVERNO ILLEGITTIMO:

Oggi con l’esperienza del passato, sotto la guida di Napolitano che guida Renzi come un burattino, si ripete l’errore con maggior impeto: si riscrive la Carta per legittimare un governo privo di mandato popolare e per prolungare un Parlamento addirittura come Assemblea Costituente, pur essendo costituito con legge elettorale illegittima, altro che Soviet.

Che vinca il Si o il No, è una revisione costituzionale senza futuro, non può durare nel tempo perché è scritta solo dal Governo attuale che non è frutto di un’intesa come dovrebbe essere, quindi alimenta la discordia nazionale e il popolo è sempre meno contento e frustrato.

RINFORZARE LA LEADERSHIP DEL PD:

Specialmente dopo le dimissioni di Berlusconi con l’avvento del Governo Tecnico Monti, è prevalsa l’illusione di spianare gli avversari per rafforzare la nuova leadership del Pd, c’è veramente da provare un senso di pena per chiunque motivi la revisione della Carta con la lotta alla Casta del Parlamento, e d’altronde si è visto che il populismo di Governo non funziona e non supera l’originale.

LA DOPPIA FACCIA DEL PD:

Al popolo predicano mezze verità che poi fanno tutto il contrario in Parlamento, infatti l’anomalia italiana è proprio il numero dei deputati poiché in rapporto alla popolazione è il più alto in Europa, eppure il numero dei parlamentari c’è solo nel Senato che perde di rango, ma non nella Camera che aumenta di potere.

COLPO DI STATO:

Con la scusa di riformare il bicameralismo, e con l’aggiunta dell’Italicum diventa un “colpo di Stato”, infatti nella realtà si realizza senza neppure dirlo il “premierato assoluto”: un leader in partenza minoritario può vincere il ballottaggio e conquistare il banco non solo per governare il Paese, ma per modificare a suo piacimento le regole e le istituzioni di tutti senza che nessuno possa fare nulla.

CAPILISTA ED ELETTORI:

Andando avanti in questo modo, la concentrazione del potere investe tutti gli aspetti dell’ordinamento, con un’intensità mai vista in nessun Paese europeo, così l’esecutivo domina il legislativo, al Camera prevale sul Senato, i capilista si allontanano dal controllo degli elettori, i voti di chi vince valgono il doppio di chi perde, il capo del Governo o comanda sulla Camera o ne chiede lo scioglimento, facendo pesare la legittimazione ottenuta nel ballottaggio, infine lo Stato ha la “supremazia” sulle Regioni.

FEDERALISMO:

Dopo l’ubriacatura del federalismo ora passato di moda, si “cambia”, si torna indietro al centralismo statale di cui ci eravamo liberati con entusiasmo, così si passa da un eccesso all’altro, senza mai cercare la misura in una cooperazione tra nazionale e locale, anche questo influisce sulla riduzione delle Regioni che per un motivo o per l’altro passano i giorni, i mesi e gli anni, ma non avviene mai.

ILLUSIONI:

Nei momenti di crisi, quando non sanno più cosa fare e cosa dire, saltano fuori quelle illusioni che non portano a nulla e il Paese va sempre peggio, ma in quei momenti qualcuno per superare l’impatto del non sapere, dichiara che ci vorrebbe una disposizione imperative, così sono obbligati a fare ciò che che viene detto e poi reclamano quando la cosa non funziona, questo è quello che sta facendo Renzi, infatti nel discorso ai terremotati di Amatrice disse: “Diteci quello di cui avete bisogno e noi vedremo di darvelo”.

UNO COMANDA GLI ALTRI UBBIDISCONO:

L’ossessione di affidarsi a uno solo la fanno passare come terapia, ma invece è una malattia dei non capaci di decidere sulla situazione contingente di quel momento e senza programmi per il futuro, chi ha programmi, li mette sul tavolo e li porta in discussione in quanto la moltitudine dei consiglieri e sempre efficace.

COINVOLGERE TUTTI:

Se guardiamo la storia secolare, vediamo che i frutti migliori di uno Stato verso il popolo, sono sempre venuti dalla molteplicità dei consiglieri, infatti la Camera dei Deputati come abbiamo detto, è la più numerosa di tutta l’Europa, in questo contesto, potrebbero essere prese in considerazione le nuove ambizioni dei giovani, così anche loro sarebbero coinvolti e avrebbero nella mente i problemi di uno Stato nei confronti del popolo, così forse si perderebbero meno nella droga e nell’alcool.

NORBERTO NOBBIO:

Ormai il tempo da ragione a Norberto Bobbio in cui disse: “Le riforme istituzionali si discutono solo per eludere i veri problemi della democrazia italiana”.

Infatti il programma di allora è proseguito fino ad oggi, con piccole varianti, ma sempre lo stesso, è invecchiato solo a parlarne ma senza nessun cambiamento, erano solo sbagliati i problemi con cui il programma partiva.

RIVOLUZIONE:

Per trent’anni i politici hanno ripetuto che la governabilità era più importante della rappresentanza, vedendo questo il popolo li ha presi in parola disertando le urne in cui oggi siamo arrivati alla soglia critica del 50%, è anche vero che al voto tutti dovrebbero partecipare, ma vista la qualità della politica e dei politici, o non andare a votare, oppure fare una “rivoluzione” violenta se occorre, anche se è brutto dire ciò, ma questa è la realtà.

SI VOTA MA NON SI SA CHI GOVERNERA’:

La sera delle elezioni, al telegiornale dovremmo sapere chi governa, ma da 20 anni or sono, nessun Governo è stato confermato dalle elezioni, appena dopo le elezioni ci sono accordi fra partiti e a governare ci va un partito o dei leader che non avremmo mai voluto votare, questo indica che i politici non sanno più agire sulle passioni e non capiscono o non vogliono capire i bisogni del popolo e non afferrano i progetti attuali e futuristici, sanno solo scrivere leggi e infatti, ne approvano tantissime, ma prive di significato e altrettante vanno poi revisionate.

CI SONO PROBLEMI VERI:

É vero che oggi il bicameralismo è certamente un difetto da correggere, ma in graduatoria sarà il centesimo, ci sono altri problemi più importanti da risolvere prima del bicameralismo, con la vittoria dei No, la classe politica ha problemi più importanti da risolvere subito, problemi che toccano da vicino le famiglie.

Si è sentito dire che se vince in No è una tragedia, ma hanno messo in scena tragedie inesistenti, i partiti dovrebbero risolvere la crisi non essere loro ad essere sconfitti dalla stessa crisi altrimenti cosa esistono a fare.

PROMESSE ANTIELEZIONI:

Prima delle elezioni ci sono tante promesse utili per tutti, ma dopo le elezioni e lo slancio iniziale come fece Renzi, le promesse si smarriscono e nessuna di queste viene mantenuta, come con gli 80Euro, che è diventato una perdita per chi li ha presi e così le altre promesse compreso le pensioni, poi come ha fatto ultimamente la sinistra sia con Veltroni e con Bersani e come sta facendo spudoratamente Renzi oggi che va avanti a promesse mai mantenute pur sapendo che non manterrà mai.

Sarebbe meglio che nella Costituzione correggere non l’articolo 70, ma l’articolo 49, in quanto oggi mancano i partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale, infatti non basta la nuova legge sui partiti se non migliora la vita pubblica, è inutile che siano concordi e ragionano sui loro stipendi e buone uscite in cui è l’unica in cui sono concordi e con poche discussioni portano i loro interessi in porto.

La prima cosa urgente, è riformare la politica e togliere quello spreco di vita tramite le loro entrate che fanno a danno di tutto il popolo.

PARMA 05-09-2016

FERRARI Aldo