GIULIO REGENI – E – CESARE BATTISTI

GIULIO REGENI:
La sera del 25 gennaio 2019, per la terza volta migliaia di fiaccole illuminarono le strade e le piazze di ogni parte d’Italia, si sono accese alle 19,41, l’ora in cui Giulio Regeni diede notizia di sé, esattamente 3 anni fa al Cairo.

COLPO DI STATO IN EGITTO:
Come ormai tutti sappiamo, Giulio è stato inghiottito dalla macchina repressiva in funzione costantemente dal 03 luglio 2015, giorno del colpo di Stato dell’allora generale e ora presidente Abdel Fattah al-Sisi.

DIRITTI UMANI IN EGITTO:
Da allora tutti noi conosciamo bene la situazione dei diritti umani in Egitto, almeno per il fatto di Regeni, è come se fosse accaduto un delitto di Stato di un comando la cui estensione è ancora da determinare, i fatti indicano ciò.

La sparizione, la tortura e l’omicidio di Giulio, sono fatti reali e ogni passo avanti per capire come si sono svolte le cose, è stato coperto, insabbiato, impedendo così di arrivare a scoprire la verità e ogni giorno che passa, la realtà sarà più affumicata, insabbiata senza ombra di dubbio. Questa è la realtà.

GOVERNI ITALIANI:
Però c’è anche un aspetto significativo che non passa certamente inosservato, in questi tre anni per arrivare alla verità, sono state fatte dai nostri governi in carica delle blande iniziative che, non hanno portato a nulla, come d’altronde era già prevedibile, l’unica cosa che sembrava un gesto eclatante, fu il ritiro dell’ambasciatore dal Cairo nell’aprile 2016 che poi comunque è stato annullato nell’agosto del 2017, quindi i governi italiani di allora e quelli succeduti, non hanno fatto nulla.

Da quel giorno è iniziato un periodo di inerzia dell’Italia, voluta apposta per portare alla normalizzazione le relazioni dei rapporti commerciali, tra Italia ed Egitto, così con questo stallo, le autorità egiziane hanno approfittato per prendere ulteriore tempo e depistare finalmente il tutto.

LA DIPLOMAZIA EGIZIANA:
L’Egitto è stato molto furbo, o meglio diplomatico ma in malafede, infatti la Commissione egiziana per i diritti e la libertà che da subito si era mezza a disposizione della famiglia Regeni per fornire consulenza legale, nel 2017 per coprire occhi e orecchie di tutti, con l’arrivo dell’Ambasciatore italiano a cui era stata tolta la revoca, per buttare fumo negli occhi, aveva fatto arrestare una persona per poi scarcerarla subito.

ISTITUZIONI ITALIANE:
Naturalmente il ruolo della istituzioni italiane è molto fondamentale per scoprire la verità, ma quello dei precedenti governi, per un motivo commerciale, è stato nullo in ogni parte, non hanno fatto niente, oggi invece questo Governo, si è dato una piccola mossa, infatti, da quello che sembra si sta muovendo, ma muoversi è un conto, procedere, è un altro conto.

GOVERNO ITALIANO SI MUOVE:
Il presidente della Camera Roberto Fico, ha dato segno di grande attenzione e sensibilità, infatti di recente l’assemblea dei capigruppo della Camera ha deliberato di discutere a marzo, la proposta di legge sull’istituzione di una commissione di inchiesta sulla morte di Giulio presentata dai deputati di Sinistra Italiana, insomma la cose sembra sia stata presa in mano dal Governo Italiano.

INDIA E I DUE MARO’:
Se ricordate la faccenda dei due marò per l’omicidio di alcuni pescatori, fu un irritante caso tra India e Italia, le relazioni tra due Paesi sono un affare complesso e le vite delle persone in carne ed ossa suscitano tutt’al più risentimento, stizza, fastidio, ma più che alzare le voce, non possono fare anche se si volesse e anche se si sa la verità, ma portarla a galla in pasto al pubblico, può creare del problemi, proprio perché ci sono affari che possono portare una danno enorme al Paese stesso, in questo caso il nostro.

ITALIA ED EGITTO:
Questo succede tra l’Italia ed Egitto, infatti Regeni era in Egitto per la cooperazione interuniversitaria, cosa che con questa vicenda si è rallentata, come d’altronde avevano avuto paura che si fermassero anche gli scambi commerciali, ma che per il momento, sono ancora come lo erano prima, ma non è difficile capire che se si rompono le leve l’affare che facevano noi ci sono altri Paesi a poterlo fare, non siamo in esclusiva come se il prodotto fosse solo nostro, ecco perché certe cose vanno lasciate come stanno, è brutto dirlo, ma è così.

TUTTI VOGLIO FARE AFFARI CON L’EGITTO:
Sicuramente al Cairo c’è la fila di affaristi di varie nazioni che vorrebbero darsi da fare per accedere in affari con l’Egitto, ci sono gli emirati del Golfo, Russia, Cina, Gran Bretagna, oppure Macron che non vede altro e ci spera ancora oggi.

L’Italia è il primo partner commerciale dell’Egitto, ma state pur certi che Macron fa e farà di tutto per superarci, infatti sta vendendo armi ad al-Sisi a basso costo, e si conferma come un concorrente politico commerciale in quello scacchiere, e, dopo le ultime stoccate con l’Italia, farà ancora di più per entrare in totum con l’Egitto, a volte basta un nonnulla per prendere posizione commerciale.

LA CIRENAICA:
Abbiamo anche un altro fattore che può nuocerci, l’uomo che controlla la Cirenaica, il generale Haftar, quello che sta bloccando la riconciliazione in Libia, è legatissimo al dittatore egiziano, ma sembra anche amico di Macron, che se questa amicizia diventasse molto più assidua, certi affari che ora sono italiani, potrebbero passare alla Francia, insomma sembra facile, ma non è così.

C’è un aspetto da considerare, spesse volte l’interferenza politica fra due Paesi, quando ci sono degli omicidi derivati da interferenze politiche, gli affari commerciali potrebbero venire in secondo luogo, in primis, ci sarebbe il modo di considerare la vita umana che appartiene ad altre idee del Governo in carica di quel Paese come se fosse da estirpare, non è bello dirlo, ma questa è la politica.

CESARE BATTISTI:
Prendiamo Cesare Battisti, poco più poco meno, è stato latitante per ben 40 anni, è fuggito in Francia, in Messico, Brasile e Bolivia, chissà quanti altri stati ha attraversato, prima di essere preso.

Non pensiamo che abbia attraversato tutti questi mondi solo per la sua capacità e intelligenza, neanche se avesse avuto milioni di euro in tasca avrebbe potuto farlo, sicuramente avrà avuto la copertura politica per il lasciapassare e la copertura finanziaria per mantenersi, girare e spostarsi di Paese in Paese.

UN L’ATITANTE:
Un uomo latitante come lo era lui, avrà avuto bisogno di molto denaro, la latitanza costa sacco in fatto di soldi, da quello che sappiamo sulla sua vita, non era certamente la malavita a darglieli, per la malavita poteva morire a stenti in Italia.

LA POLITICA LO HA COPERTO:
Sicuramente che lo copriva e che lo manteneva, era la politica, non sto qua a fare nomi, sarebbe inappropriato farli in quanto le prove concrete da provare sul tavolo non ci sono, almeno da parte mia, ma la logica dei fatti e delle verità risapute, si sa come stanno le cose, la politica lo ha coperto, finché un’altra idea politica a sovrastato quella di prima.

Questo nostro Governo è riuscito ad estradarlo, ma se non era perché il nuovo Presidente del Brasile fosse rimasto della corrente politica di quello prima, Battisti era ancora in Brasile.

FORZE DELL’ORDINE:
Naturalmente ci sono le forze dell’Ordine e i servizi segreti italiani che si sono dati da fare e sono diventati esperti, ma senza i Governi locali, non potevano fare nulla, è inutile parlarci sopra, mi sono meravigliato del nostro Governo che con l’entrata in Italia di Battisti, si è fatto una pubblicità fuori luogo in cui non c’entrava nulla o perlomeno, poco.

RAPPORTI UMANI:
Non è certamente stato questo Governo a fare le cose per estradarlo, ma a volte la pubblicità, anche se inappropriata, porta voti, speriamo solo che questa pubblicità non vada ad influire i rapporti umani, di cui L’Italia è sempre stata leale e comprensiva con gli altri popoli, e il popolo italiano nel suo complesso, è sempre stato il più tollerante contro gli qualsiasi straniero.

FERMARE GLI EMIGRANTI:
Ultimamente le cose sembrano che stiano cambiando, spero di sbagliarmi, ma da ciò che vedo con “l’affare” emigranti, mi mette in dubbio, con ciò non voglio dire che gli emigranti andavano fermati, dovevano essere fermati prima, ma quello che sta succedendo ora, non è il modo giusto per fermarli.

Ho sentito alcuni politici dire che ne morivano più quando i porti erano aperti che ora, parlando naturalmente della nave con sopra 47 emigranti, che ora sembra abbiano trovato una soluzione, almeno speriamo.

MORIRE O FARMI MORIRE:
Ma se ragioniamo un attimo, se io parto in mare e muoio, la colpa è mia e nessuno può avermi alla coscienza, ma se nel momento di sbarcare in un posto e qualcuno mi ferma prima del mio sbarco e muoio, la colpa non è mia, ma è di colui che mi ha fermato.

ELEZIONI EUROPEE:
Abbiamo visto tanti film su Hitler e su Stalin che deportavano i loro prigionieri in Lager e in Siberia, abbiamo visto le deportazioni nella ex Jugoslavia, tutti gli italiani ne erano indignati, dal più giovane al più vecchio, ora sembra che quella malvagità la stiano facendo i nostri governanti, tutto questo avviene per accaparrarsi qualche voto da populista alle prossime elezioni europee, io spero che questi leader di Governo perdano dei voti per queste cose, la vita umana, nera o gialla che sia, è sempre da rispettare e salvare a tutti i costi.
PARMA 29-01-2018
Aldo FERRARI