PROCESSO A SALVINI

IMMUNITA’ PARLAMENTARE:
Quando una persona con una carica politica come Ministro, va nell’occhio della magistratura, qualche cosa di anomalo deve avere compiuto, poi naturalmente, è tutto da vedere, se viene processato c’è il primo e il secondo grado, poi alla fine c’è il terzo grado cioè la cassazione, che è quello decisivo, ma fino ad allora la colpevolezza non è provata, però è chiaro come già detto, che per arrivare in Cassazione esiste un fatto che è fuori dal normale vivere, di ogni giorno sia come persona che come Ministro.
NAVE DICIOTTI:
La storia della nave Diciotti sembrava già finita in quanto la procura di Catania aveva chiesto l’archiviazione, lettera che Salvini fece vedere a tutto il pubblico italiano tramite i mass-Media, ma non fu così in quanto il Tribunale non ha accettato dicendo che il processo deve andare avanti, ciò non è certamente bello per Salvini.
PROCESSATEMI:
Naturalmente col suo modo di fare strafottente, Matteo Salvini a primo acchito si è espresso. “avanti processatemi”, “non voglio aiuti, voglio farmi processare”, ma poi ci avrà ripensato, considerando che anche Di Maio dice di avere preso le stesse decisioni si Salvini, così anche Toninelli, d’accordo dice: “processate pure me”, insomma quel Governo come dicono tutti è così diviso, ma guarda caso nei casi di emergenza, è sempre d’accordo.
MOVIMENTO 5STELLE:
Da quando sono adulto, per un motivo o per un’altro ho sempre seguito, le vicissitudini dei governanti italiani, ma non ho mai visto come già riferito in un altro scritto, un partito o Movimento come i 5Stelle bugiardi, falsi, Di Maio racconta più bugie lui che i venditori ambulanti.
PERSONE CHE SI ANDRANNO A ROVINARE LA VITA:
Tutto il partito nel suo insieme si nascondono dietro rigiri di parole a non finire, raccontano bugie che proprio a causa di questi, vedrete quanti italiani si rovineranno il modo di vivere seguendo ciò che dicono, questo vale per i giovani, per i pensionati, per il Reddito di Cittadinanza, che per la quota 100 e altri decreti che hanno fatto e faranno, chi legge e se lo scriva e poi sentiamoci fra 4 o 5 anni.
TORNANDO A SALVINI:
Ma Salvini ci ripensa e dice che la decisione presa per quella nave Diciotti, è una decisione presa nell’interesse pubblico, “per questo va negata l’autorizzazione ai giudici”, continua dicendo: “La mia vicenda giudiziaria è strettamente legata all’attività di ministro dell’interno e alla ferma volontà di mantenere gli impegni della campagna elettorale”, citando i dati su sbarchi e rimpatri.
Continua dicendo: “Non rinnego nulla e non fuggo dalle mie responsabilità di ministro. Sono convinto di aver agito sempre nell’interesse superiore del Paese e nel pieno rispetto del suo mandato. Rifarei tutto. Non mollo”.
CONTINUA SALVINI:
Ammettendo che vada alla Camera ai voti, la valutazione del Senato è vincolata all’accertamento di due requisiti, ciascuno dei quali di per sé sufficiente a negare l’autorizzazione a procedere: “infatti, la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante o il perseguimento di un preminente interesse pubblico”, spiega Salvini.
Prosegue: “il Senato non è chiamato a giudicare se esista il fumus persecutionis nei miei confronti dal momento che in questa vicenda non vi è nulla di personale, infatti i giudici mi accusano di avere violato la legge imponendo lo stop allo sbarco, in virtù del mio ruolo di ministro dell’interno, dopo avere riflettuto a lungo su questa vicenda, ritengo che l’autorizzazione a procedere debba essere negata, dopo aver riflettuto a lungo su tutta la vicenda, ritengo che l’autorizzazione a procedere debba essere negata. E in questo non c’entra la mia persona, in quanto il contrasto all’immigrazione clandestina corrisponde a un preminente interesse pubblico, posto a fondamento di precise condizioni”.
Prosegue dicendo: “in secondo luogo, ci sono precise considerazioni politiche, il Govero italiano, quindi non Matteo Salvini personalmente, ha agito al fine di verificare la possibilità di un’equa ripartizione tra i Paesi dell’Ue degli immigrati a bordo della nave Diciotti. Questo obiettivo conclude: emerge con chiarezza dalle conclusioni del Consiglio europeo del 28 giugno del 2018”.
Ammettendo che si proceda, il reato è stato commesso in Sicilia ed è quindi competente il Tribunale dei ministri presso la Corte d’Appello di Palermo.
Dal 30 gennaio la partita si giocherà a Palazzo Madama e coinvolge la maggioranza.
Se il movimento M5s preanuncia che voterà si, la lega minaccia che processare il vicepremier leghista significa “processare il Governo”.
PARTITI CONTRO E A FAVORE:
Stando dalle voci che si sentono, a favore della procedura, dovrebbero schierarsi il PD e Leu mentre i fedeli al garantismo berlusconiano e quindi per il no, i senatori di Forza Italia, naturalmente, se tutto procede l’iter partirà.
NAVE SEA WATCH:
Ma c’è un altro aspetto anche se finito bene, l’Italia potrebbe entrare alle attenzioni della Corte europea dei diritti dell’uomo per la vicenda Sea Watch, così diventerebbe una recidiva di sequestro di persona.
DUE INDAGATI DEL PD:
Da quello che si sente, il PD presenterà un esposto alla procura contro la “Detenzione Illegale” dei naufragi, ma anche in questo caso, ci sono delle controversie e sviste, infatti i due del Pd, Matteo Orfini e Maurizio Martina, coloro che dovrebbero presentare l’esposta alla Procura, sono saliti a bordo della nave e sono finiti tra gli indagati.
Hanno tentato di dire che non hanno violato nessuna legge, salendo a bordo e una prerogativa a loro dire, dei parlamentari, ma la prefettura ribatte che non hanno autorizzato nessuno ad avere accesso alla nave fino a quel momento.
SALVINI NON MOLLA:
Insomma la vicenda a discapito di quei “poveretti” sulla nave, è stata parecchi giorni nelle bocche della Legge di cui ognuno ironizzava contro l’altro, Salvini comunque ha sempre ironizzato sul fatto del processo dicendo anche: “a chi vuole portarmi in Tribunale rispondo con un sorriso, a sinistra non hanno niente di meglio da fare che affittare gommoni per solidarizzare con i clandestini e denunciarmi. Io non mollo”.
Comunque sia, quelli della Sea Watch sono sbarcati, ne riparleremo, sta di fatto che con questa storia dell’immigrazione selvaggia, muoiono più persone che nei campi di concentramento di Stalin e di Hitler messi insieme.
MORTI IN MARE:
Infatti sembra che nel 2018 secondo i dati diffusi dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e migranti, sono morti in mare 2.800 persone, nel tentativo di raggiungere l’Italia dalla Libia, su imbarcazioni inadatte alla navigazione e sovraffollate, pensiamoci un attimo, 2.800 persone morte in un anno senza quelle che non sappiamo, vediamo non è una cosa da poco.
PORTI CHIUSI:
Se esaminiamo bene il caso delle nave Diciotti, a torto o ragione, ha rappresentato il culmine della politica dei “porti chiusi”, che il Governo ha attuato senza averla deliberata né formalmente comunicata alle autorità competenti e senza riguardo né per la salute e la sicurezza delle persone coinvolte, né per i propri obblighi internazionali.
Il diritto internazionale del mare, impone agli Stati l’obbligo di garantire l’approdo di persone in difficoltà e portarle in un luogo sicuro nel più breve tempo possibile.
PORTI CHIUSI MA NON CHIUSI:
Quando la nave Diciotti è partita dal porto di provenienza, non sapeva che i porti italiani venivano chiusi, quindi secondo la Legge, dovevano essere sbarcati subito, naturalmente con i vari controlli di polizia come ci sono sempre stati.
POPULISMO:
Oggi giorno i porti non sono chiusi come si intende in modo legale, in cui ogni Nazione riceve un decreto che per vari motivi ben spiegati, nessuno può entrare nei porti italiani, non si può chiudere il porto solo quando la nave sta per attraccare, quindi quella dei porti chiusi, è stata solo una sfoggiata di un ministro dell’interno che per farsi pubblicità popolare, ha agito in tal modo, ma ciò è vietato dai diritti umani internazionale del mare.
OGNI COSA HA LA SUA PROCEDURA:
Anche ora i porti si dice che sono chiusi, ma non lo sono in quanto manca un decreto governativo inviato ad ogni Paese, se un ministro si alza alla mattina e dice facciamo guerra a Pinco Pallino, dovrà essere formalizzato e formato in decreto dal Governo nel suo insieme, solo un dittatore come Hitler avrebbe tentato di far chiudere i porti semplicemente dicendo ai mass-media: “i porti sono chiusi”, ma anche in quel caso, non sarebbe stato ascoltato.
Comunque sia, porti chiusi o porti aperti, persone vulnerabili che fuggono dalla fame e dalla guerra, non è giusto lasciarli morire in mare, eppure oggi 2019, molte persone continuano ad essere ostaggi dell’ennesima disputa tra Stati.
LE PERSONE VANNO SALVATE:
Da parte mia, mai mi sarei aspettato che l’Italia agisse in tal modo, lasciamo perdere la Diciotti e la Sea Watch, che se non altro non sono morti, ma pensate a quei 2.800 morti nel 2018, e chissà quanti altri saranno morti da quando è iniziato questo esodo verso l’Europa, noi italiani come carattere e indole, non abbiamo nulla a che fare ne con Hitler né con Orban, siamo italiani dal cuore d’oro e non lasciamo morire la gente senza soccorrerla in mare.
PARMA 02-02-2019
Aldo FERRARI