AUTONOMIA DELLE REGIONI DUE FAMIGLIE

Se prendiamo due famiglie, marito moglie e due figli per ogni famiglia, a un certo punto in una famiglia marito e moglie si separano, il marito esce di casa e va a vivere lontanto, la moglie rimane in casa e alleva i figli, mentre il marito gli passa un tanto al mese e va avanti così, questa è la vita di una di queste famiglie.

L’altra famiglia, avviene la stessa cosa, ma in modo diverso, si separano, poi divorziano, il marito va a vvere fuori casa, la moglie rimane nella casa alleva i figli e il marito gli passa un tanto al mese, questa è la vita della seconda famiglia.

DIVORZIO E SEPARAZIONE:
Come vecdete queste due famiglie non andavano più d’accordo e si sono divise, ognuno per la sua strada, una con la separazione in cui vige sempre un contatto anche se illusorio, in quanto sonom sempre distaccati completamente, l’altra col divorzio, in cui il cui non c’è più nessun contatto legalmente, però nella forma sia che fai una cosa o l’altra, è sempre a stessa cosa, infatti nei due casi, il marito passa gli alimenti alla moglie, che alleva i figli e vive nella casa, però ognuno va per i fatti suoi senza dovere interferire con l’altro.

LA STORIA D’ITALIA:
I padri dei nostri padri dei nostri padri, hanno combattuto e molti hanno dato la vita per formare una Italia Unita dal nord al sud centro compreso, hanno dato la vita per non tenere una nazione spezzettata come lo era prima del 1961.

L’unità d’Italia cade annualmente il 17 marzo che celebra la nascita dello Stato Italiano, avvenuta in seguito alla proclamazione del Regno d’Italia del 17 marzo 1861, anche se la completa unificazione del territorio nazionale, avvenne solo negli anni seguenti, infatti, nel 1866 vennero annesse le province venete e di mantova, nel 1870 il Lazio e nel 1918 il Trentino – Alto Adige e la Venezia Giulia.

A tal proposito, venne istituita la Gionata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, che viene celebrata annualmente il 04 novembre di ogni anno.

L’ITALIA UNITA:
Da allora in poi, ogni italiano è stato orgoglioso di questa unità, pur esisendo certe discompense, modi di fare e di mentalità fra Nord e Sud, è sempre stato un orgoglio di ogni italano sia al Nord che al Sud, di essere in una Nazione che col tempo si è unita per avere un unico Stato dalle Alpi alle Ande.

Dal 1900 in poi, mai nessun partito si è mai pronunciato nel dividere l’Italia, neppure i partiti sorti nel dopo guerra del 1945, ciò fino al circa 1980.

LA LEGA NORD:
In quegli anni nacque la Lega Nord, era il 1982, dopo pochi anni dalla sua nascita, la lega Nord infatti si è battuta per più di ventanni per distruggere lo Stato Italiano, dividendo l’immaginaria Padania dal resto del Paese, infatti si chiamava Lega Nord, voleva dividersi dal Sud.

Tutti i leader o i loro adepti più stretti, il loro motto era che il sud deve stare a casa sua e non interferire negli affari del nord, non era semplicemente una forma di protesta per ottenere qualche incentivo economico, ma era una convinzione popolare del popolo della Lega unanime, ne parlavano perfino nei Bar e nelle piazze in cui per la Lega, i cittadini del Sud erano di seconda e terza serie e, sentire certi leghisti, i cittadini del Sud non erano degni di essere chiamati “italiani”.

CAMBIAMENTO DI NOME:
Ora la Lega Nord, ha tolto il nord ed è solo lega, però lo spirito nazionalistico è rimasto, infatti sono le stesse persone che il nome non ha cambiato, non basta a volte cambiare il nome, ma è la mentalità che conta, infatti quella mentalità gira e gira, ma è sempre la stessa, ora non dicono più “prima il Nord”, ma gridano: “prima gli italiani e, con l’andamento delle cose di oggi giorno, non è mai stata tanto vicina a ragiungere lo scopo originario.

AUTONOMIA DIFFERENZIATA:
Se esaminiamo bene i fatti, con l’autonomia delle regioni, pur essendo furbescamente mascherata, la cosidetta autonomia differenziata, non è altroche la vecchia secessione, ovvero la pretesa della parte più forte del Paese di non condividere più risorse e destino con quella debole, in altre parole e per capirci meglio, i più ricchi dopo essere diventati tali sulle spalle dei poveri, non hanno più voglia di restituire nemmeno il poco che ora tramite un Governo Centrale e Unito, concedono.

SANITA’ SCUOLA LAVORO:
Non è difficile capire questo, basta vedere quello che stanno dicendo e che vogliono fare sulla sanittà, sulla scuola, le infrastrutture oltre che nella sicurezza sul lavoro, si va avanti promettendo maggiori risorse sia al Veneto, alla Lombardia ed Emilia Romagna tutto a discapito del resto del Paese.

SCELTE DISCRIMINATORIE:
Sembra che si comincia con il criterio della scelta storica, che significherebbe mantenere inalterato il livello delle sceltse storiche, pur cambiando il sistema del loro reperimento, così si passerebbe poi al sistema della media nazionale, che ciò penalizzerebbe il Mezzogiorno, come?

Da subito facendo in questo modo si introdurrebero macroscopiche discriminazioni, permettendo ad esempio che lo stipendio degli insegnanti delle aree più ricche, naturalmente cresca a discapito di quello delle aree più disagiate.

UNITA’ NAZIONALE:
Ormai è del tutto evidente quanto abbia poco senso continuare a parlare di unità nazionale, in un quadro in cui la Regione di nascita vada a determnare a possibilità di curarsi adeguatamente e di avere istruzione di livello adeguato, di godere di livelli accettabili di welfare.

É del tutto evidente quanto abbia poco senso continuare a parlare di unità nazionale, in un quadro in cui la Regione di nascita vada a determinare la possibilità di curarsi adeguatamente, oppure di avere una istruzione di livello adeguato, di godere di livelli accettabili di welfare.

C’è da dire che tutte queste cose, chi più e chi meno, sono già una realtà nell’Italia di oggi, quindi visto che ci sono, sarebbe assurdo confermarle come Legge, e giustificarle, invece che porci un rimedio come dovrebbe essere in un Paese Unito come devrebbe essere l’Italia, tutte queste differenziazioni sono incompatibili con la Carta costituzionale, ora andarle a peggiorare, è come dire “dividiamo il Paese”, è come le due famiglie, divorzio o separazione, sono sempre divise.

CONCENTRAMENTO DELLE RISORSE:
Facendo in questo modo si ridisegna il Paese concentrando le risorse dove esistono già, che diventa si una ricchezza per queste Regioni, in questo caso il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna, ma però invece di risollevare la economia delle regioni più povere, si va ad aumentare la povertà, cioè le altre regioni diventano sempre più emarginate.

AUMENTO DEL CRIMINE E DELLA POVERTA’:
É anche vero che ciò accade su scala internazionale, come all’interno dei vecchi Stati nazionali e delle stesse aree urbane, ma questo modo di fare e agire, non porta bene al sistema, in queso modo la ricchezza va in mano a pochi, mente invece ci sarà sempre di più un aumento della povertà, ciò non porta bene non solo per le famiglie povere, ma in questo modo anche la criminalità aumenta, e, il ceto medio scompare o vive male in mezzo a rapine, ruberie, stupri e malavita crescente anche nelle fascie più giovanili e gli adolescenti screscon in mezzo al crimine.

Se va avanti la retorica dell’eccelleza, del merito e del territorio, la leva fiscale cessa di essere uno strumento al servizio del Governo, del cittadino e del benessere generale, così facendo non è più un servizio dell’uguaglianza, mentre invece diventa un mezzo di espropriazione a danno di tanti e di ammasso di risorse inutilizzabili.

LA SCUOLA E IL CRIMINE:
Così facendo, la scuola non è più un veicolo di uniformità per tutti e dell’eccesso alla conoscenza, ma diventa una garanzia di maggior competitività di solo alcune aree interne a danno delle altre aree dello stesso Paese, ciò non va bene e più si va avanti più ci sarà misera e criminalità e malomodo di vivere, anche per i più ricchi in quanto saranno presi di mira dai criminali.

LA SANITA’ INEFFICIENTE:
Non solo, anche la sanità sarà resa impossibile per molti, quelli che hanno la fortuna di nascere o risedere in certi luoghi, saranno curati nel massimo rispetto, mentre gli altri devono pregare di rimanere sani a tutti gli effetti perchè la sanità così impiantata non li cura.

TERZO MONDO:
La stessa cosa vale per le infrastrutture, facendo in questo modo dovidono ancora di più il paese e abbanonano il ruolo di collegamento interno, per divenire direttrici di traffico fra le zone più dinamiche nel mondo, ma così facendo le zone povere divengono sempre più povere, fino a divenire come si diceva un tempo.”il Terzo Mondo”.

Facendo in questo modo, ogni cosa viene riorganizzata per dividere progressivamente la società in spazi sempre più ridotti di benessere e aree sempre più estese di esclusione, in altre parole, coloro che vivono nella miseria e nella povertà si ingrandiscono nel territorio e coloro che vivono nelle zone ricche il territorio si rimpicciolisce, fino arrivare al punto che tutti vivno male in ambe le parti con continue baruffe e rapine a tutti gli effetti.

PRIMA GLI ITALIANI:
Tutte queste cose vengono dalla logica della diceria: “prima gli italiani”, infatti porta con sé il prima ai lombardi, naturalmente a cui segue prima i milanesi, poi a poco per volta si espande fino arrivare alle zone sempre più povere, i primi avranno molto gli altri appena meno, gli ultimi saranno solo rapinatori e criminali.

Il ragionamento del prima gli italiani, rompe il vincolo di solidarietà fra tutti quelli che hanno di meno, il risultato non può che essere la sempre crescente concentrazione di potere e ricchezza fino all’esasperazione di portare il mondo a una criminalità peggiò del Far West, vince che sa usare con sveltezza la pistola, naturalmente: “per così dire”.

LA STRADA DEI LEGHISTI:
Davanti a questo meccanismo perverso c’è da porre attenzione e meditare bene al referendum di Lombardia e Veneto, e non è stato bello neanche il silenzio dell’Emilia Romagna che ha seguito la strada suggerita dai leghisti.

PONDERIAMO PRIMA DI DARE IL VOTO:
Forse quando un partito di nuova costituzione, senza nessuna esperienza nè di lavoro, nè di comando, promuove certe situazioni, i cittadini dovrebbero stare allerta, informarsi, in quanto le idee sulla carta e sulle parole, possono essere belle e forse anche redditizie a parole, ma nella realta, possono sprofondare in un baratro in cui a risollevasrsi diventa un problema, l’Italia ora sta attraversando questo periodo, gli elettori dovrebbero ponderare bene prima di dare il voto, le promesse fatte da certi partiti e certi leader, sono solo un bleuf che si risolve in un nonnulla per tutti e portano solo divisioni e miseria.

PENSIAMO AGLI DEL DOPOGUERRA:
Come abbiamo detto all’inizio, i padri dei nostri padri, hanno dato la vita, hanno lavorato, combattuto, tribolato, hanno sofferto per darci un benessere e una Italia unita per portarci a vivere di bene in meglio, nessuna Nazione al mondo ha avuto quello che avevamo noi negli anni 60 – 70 e 80, ora siamo nella miseria più nera, siamo in mezzo a una malavita in cui è un probema uscire di notte e in certi posti, non si è sicuri neanche in casa nè di giorno né di notte, riflettiamo e non facciamoci incantare dalle promesse di certuni che non sanno cosa sia la vita bsata sulla famiglia e sul lavoro. Riflettiamo prima delle votazionim europee di maggio.
PARMA 15-03-2019
Aldo FERRARI