TORRE MAURA

RICORDI DI BAMBINO:
Ero un ragazzo, avevo preso la prima Laurea, quindi venni a casa per passare le vacanze, nella mia parrocchia c’era una sagra: la Sagra di, …… ma non ricordo il nome, se mi viene in mente lo scrivo anche come postilla, era una Grande Festa speciale che veniva ogni anno, durava nove giorni, da Sabato fino all’altra Domenica, comprendeva tre parrocchie site nel Comune di Tizzano e Neviano Arduini, ora questa festa non c’è più, è un vero peccato.

A quella festa veniva gente sia dai comuni vicini, ma anche parenti di Parma e provincia, di Milano e altre città, venivano a casa anche coloro che erano a lavorare in Svizzera, Francia e Germania, qualcuno anche in America, insomma erano nove giorni di mangiate, bevute e raccontare ballate, aneddoti, storie di fantasmi e chi più ne aveva da raccontare più si rendeva simpatico, molte erano storie vere un po’ allargate, molte erano solo inventate o tramandate da vecchie favole raccontate ai bambini per farli dormire, era comunque bello.

FAVOLA VERA, …..:
Ve ne voglio raccontare una in cui dicevano che fosse vera, una cosa è certa, all’inizio sicuramente è vera; cera una volta, così incominciano le favole:, …ehehehe……

STORIA DI PAOLO – PAVLè:
Un certo Paolo, in dialetto si chiama Pavlè che io ho conosciuto, infatti ero un bambino di 7-8 anni e passava davanti a casa mia e ogni tanto si fermava a mangiare, eravamo lontani parenti, un uomo strano, aveva la barba lunga almeno di 20 cm. sotto al mento e i baffoni lunghi più di 15 cm. da ogni parte del viso.

Un uomo strano si, ma solo nel vestire e nel parlare, era molto corretto, era stato in Eritrea a combattere e in Albania, aveva fatto 5 anni di guerra, aveva una famiglia e aveva avuto 3 femmine e tre maschi, tutti bravi e lavoratori come lo era lui.

Morì sua moglie Emma e ne soffrì molto, si volevano molto bene, una vera famiglia di una volta, così si dice ancora al mio paese quando si parla di buone famiglie perbene sotto tutti gli aspetti, subito dopo la morte, tutti i giorni, passava dal cimitero prima di mezzogiorno, per portarci i fiori e accendere un lumino, lo faceva sia col tempo brutto che col tempo bello, dopo circa un anno forse anche di più, portava i fiori e il lumino acceso dopo il tramonto, cioè quando cominciava ad imbrunire.

LEGGENDA VERA:
Questa cosa era diventata una leggenda in quanto allora si andava molto a piedi, la gente di sera si muoveva a piedi per andare al Bar o in veglia a casa di amici, a moroso, chi a fare un briscola, che in cerca di avventure, insomma cera un bel movimento e il Cimitero era ed è ancora adiacente alla strada, aveva un bel cancello di ferro lavorato a due ante fatto ad arco, altro più di tre metri e largo per ogni anta circa un metro e mezzo, quando si apriva o si chiudeva, oppure tirava il vento, gracchiava come il fischio di un treno

CIMITERO:
Pavlè aveva il suo mantello sia d’estate che d’inverno, quando passava di fianco alle luci fioche del Cimitero, veniva proiettata un’ombra frastornata dal movimento del suo corpo che sembrava un vampiro che si gettava sulle tombe che erano in quel tempo tutte a terra per succhiarne il sangue, insomma passare davanti al Cimitero in quel periodo per tutte le storie di chiacchiere che si erano create di fantasmi e cose del genere, tutti avevano paura e da soli non ci passava più nessuno.

PAOLO MUORE MA IL LUME RIMANE ACCESO:
Pavlè, purtroppo morì, come d’altronde o prima o poi muoiono tutti e nacque subito poco dopo, una storia, ve la racconto così come la so e l’ho in parte vissuta:
Paolo era morto, ma il lumino e i fiori arrivavano sempre sulla tomba della povera Emma subito dopo il tramonto.

La gente vedendo i fiori e il lumino acceso sulla tomba, tutti all’inizio incominciarono a farsi domande, chi li porta, sarà un parente, sarà un figlio o una figlia, ma loro cioè i figli e le figlie smentirono categoricamente, a poco per volta la cosa divenne misteriosa, anche il prete non sapeva dare una risposta.

STORIE INVENTARE DA NOI RAGAZZI:
Noi ragazzi era il nostro pane far aumentare le chiacchiere, ci appostavamo nei dintorni per saperne di più, abbiamo raccontato di avere visto un mostro tutto coperto e con la coda, un principe che accendeva il lume e la principessa che portava i fiori, un Angelo che sbattendo le ali si è fermato e soffiando ha acceso il lume, poi siamo arrivati a una strega con scopa brutta gobba e un sacco, un drago con il fuoco nella lingua e tante altre cose, ma sta di fatto che il lume nessuno lo accendeva, ma il lume dopo il tramonto si accendeva, tutti ne parlavano, ma nessuno scoprì mai il misterioso “piromane”, non si seppe mia nulla di questo evento.

TORNANDO ALLA SAGRA:
QUESTA E’ UNA STORIA VERA:
Tutti gli anni, nella settimana della sagra venivano degli zingari con le giostre, rimanevano anche più di 10 giorni dopo la festa, in mezzo a questi ROM c’erano anche della belle ragazze, molto belle, il nostro barbiere si innamorò di una di queste, lei naturalmente faceva finta di essere innamorata anche lei per farlo spendere, chissà lui ci aveva creduto, quando se ne andarono, lui andò con loro, ma dopo una ventina di giorni, venne trovato morto nel fiume Parma sgozzato.

Noi ragazzi dopo questo episodio, abbiamo sempre avuto paura dei rom, non li abbiamo mai visti di buon occhio, anche se, almeno nella nostra zona, non ci sono mai più verificati problemi del genere, però sentire nominare gli zingari, noi ci mettevamo sul chi va là con molto timore.

LI HO INCONTRATI:
Col passare degli anni, oltre che vederli nelle giostre, li vedevo in certi campi ai margini delle città, li ho incontrati in Romania in cui acquistai alcune monete che risultarono false, acquistai roba antica che era buona e bella, ho anche qualche foto con loro, ho frequentato alcune ragazze figlie di rom, ma non ho mai avuto problemi, però quel timore mi è sempre rimasto.

ALCUNI DI LORO SI SONO INSERITI:
Naturalmente molti di loro si sono inseriti nella società del Paese in cui vivono, se diamo una occhiata alla Romania, ne vediamo una moltitudine in cui i figli vanno a scuola, sia donne che uomini hanno un lavoro dentro alla società, altri cercano lavoro, le ragazze e ragazzi sposano cittadini normali e cose del genere.

TORRE MAURA – ROMA:
Non so che inserimento in Italia ci sia stato in questi ultimi 40 – 50 anni, ma da ciò che mi sembra, non c’è stato nessun inserimento, la colpa sicuramente non è degli italiani, almeno su questo metto la mano sul fuoco, però ciò che sta accadendo ora a Torre Maura – Roma, c’è qualche cosa che non mi torna.

AITANTE FASCISTA:
Dal sentito dire, quei rom che devono lasciare la zona, scacciati dai cittadini del luogo, sembra che siano ben inseriti col popolo italiano, mentre i loro figli vanno a scuola regolarmente, se fosse vero che i figli frequentano la scuola, i genitori cercano lavoro e alcuni già lavorano, sarebbe veramente brutto mandarli via a pedate nel sedere come sta accadendo, quello che avviene, sempre naturalmente se è vero, non è certamente un modo di fare italiano, se invece è italiano, allora è sotto pressione di una fazione di aitante fascismo.

C’è stata una piccola registrazione che può far capire tante cose; infatti, un ragazzo italiano di Torre Maura, gridava a questi italiani che inveiscono dicendo di buttare fuori i rom, di lasciare le cose come stavano che a Torre Maura ci pensano loro che ci abitano, a questo punto, si sente gridare: “Ma tu di che fazione politica sei?”.

Qua c’è da aprire una parentesi, le persone che inveivano sui rom che volevno andare ad abitare a Torre Maura, non erano gli abitanti del luogo ma di Casapound. Chiusa parentesi, che però fa capire tante cose, cioè gli abitanti del luogo accettano i rom, quelli che abitano altrove, vanno a scacciarli:

LA RISPOSTA:
“Nessuna, io so de qua, de Tore Maura”. Da questo, altre persone di Torre Maura, si mettono contro a queste persone che vogliono scacciare in rom dicendo:
“Siete venuti qui per trasformare il malcontento della gente in voti, cavalcate l’odio per guadagnare dei voti”.

“Ve la prendete sempre con le minoranze. A noi non cambia niente se arriva qualche rom in più, non sono loro il degrado del quartiere”, voi quando vi ruba un rom fate casino, ma quando a svaligiarvi la casa è un italiano state tutti belli zitti perché siete voi stessi che lo fate”.

ALTRI RIBATTONO:
“Tutto il degrado che c’è qua, non è colpa dei rom, informatevi e vedete di chi è la colpa e voi tornate a Casapound, qua ci pensiamo noi e lasciateci stare, noi stiamo bene con i rom e si sono inseriti bene”.

Chissà chi avrà ragione, se non altro, una cosa è certa, Salvini e Di Maio, sono d’accordo sulla chiusura dei campi rom, infatti Di Maio dice che dove ci sono i rom ci sono tensioni sociali, ma se è così davvero questo è l’unico campo in cui i due partiti sono d’accordo, e, se davvero è così perché non agiscono immediatamente?

Ora Salvini dice che entro la fine del suo mandato, i campi rom devono essere nettamente chiusi e se ci sono persone che devono essere integrate ben venga prosegue dicendo: “Nessuno in Italia deve vivere fuori legge”.

Naturalmente, se Salvini mettesse in pratica quello che dice sui rom, non è certo da definire un razzista come molti stanno credendo, anche se un tempo era contro il Sud, oggi non lo è più, ciò sta a indicare che se le persone si comportano bene, le ritiene idonee sia che siano del nord che del Sud, questo è un modo di agire da italiano, infatti noi italiani siamo così. Speriamo bene.
PARMA 12-04-2019
Aldo FERRARI