LA PATRIMONIALE

POPOLO RISPARMIATORE:
L’italiano in genere è un risparmiatore e storicamente parlando, sia al nord che al sud, tutti sono propensi ad avere una grande proprietà immobiliare cioè, case, terreni e cose del genere, più una robusta propensione al risparmio, cioè mettendo il denaro in libretti in Banca e/o in Posta, ed è proprio su questo che vari esponenti politici, durante la campagna elettorale, tirano in ballo queste cose.

TUTELA SUI RISPARMI:
Infatti, in ogni campagna elettorale, i nuovi partiti tirano in ballo l’abolizione delle imposte sulla casa, mentre ultimamente visto che negli anni precedenti alcune banche hanno fallito e quindi hanno prosciugato i risparmi di alcuni clienti, ecco che allora i 5Stelle hanno fatto leva su questo, cioè rimborsare coloro che hanno perso il denaro e i si sono beccati un bel po’ di voti.

PRELIEVO SUI CONTI BANCARI:
Naturalmente a volte e specialmente durante le elezioni, con tutte quelle promesse dei politici, dimentichiamo il passato, mentre invece è proprio il passato che ci dovrebbe guidare la via da seguire nel futuro, infatti nel passato dopo la campagna elettorale fatta dal Partito Socialista di Craxi in cui mise Amato come presidente del Consiglio con la convinzione che facesse i suoi interessi, in una notte Amato fece un forzoso prelievo sui nostri conti correnti per salvare il bilancio dello Stato, c’è da dire che tutto ciò allora era stato comprensibile e persino condivisibile da tutti gli italiani.

ABOLIRE LE IMPOSTE:
Se noi guardiamo la storia della nostra Repubblica, le imposte sulla casa sono sempre state vissute come un vessazione, al punto di garantire forti dividendi elettorali a chi si facesse garante della loro abolizione, anche se ciò non è mai avvenuto, anzi ogni anno c’è stato sempre un aumento o un’aggiunta.

SACRIFICI PER LA CASA:
Tutti o quasi, i lavoratori italiani hanno investito e fanno sacrifici nell’acquisto di un immobile che diviene parte significativa del proprio reddito a cui possono dire a se stessi e agli altri, mi sono fatto la dimora per la mia vecchiaia, per fare questo devono ricorrere a un mercato degli affitti penalizzante e dall’assenza di investimenti in edilizia residenziale pubblica di qualità, i altre parole, chi vuole una casa o un appartamento deve comprarlo o costruirlo contattando un’impresa privata e spendendo un sacco di denaro.

RISPARMIARE PER LA VECCHIAIA:
Allo stesso modo per molte famiglie i soldi lasciati sul conto corrente o investiti in titoli di Stato, è il risparmio di ciò che rimane dopo essersi comprati la casa e di aver fatto studiare i figli, e, sono in attesa di doverli impegnare per garantire se stessi e ai propri cari un’adeguata assistenza nella terza età, così vale anche per il welfare studentesco, infatti è carente come non mai, e la stessa cosa vale per ciò che è previsto per chi non è più autosufficiente.

ARRANGIARSI PER LA VECCHIAIA:
In alte parole, fino ad oggi, tutti i vari governi che si sono succeduti nella nostra Repubblica compreso quest’ultimo di cui Di Maio sul balcone ha brindato dicendo di avere sconfitto la povertà, ma sono sempre state promesse mai realizzate e chi vuole avere un’entrata da potersi mantenere quando va in pensione, deve arrangiarsi da solo mentre è ancora nel fiore degli anni e può lavorare.

PARLAMENTARI E VITALIZZI:
Mentre al contrario, i parlamentari, cioè coloro che fanno le leggi, coloro che dovrebbero sistemare i non autosufficienti, non hanno fatto nulla per il popolo, però hanno fatto molto per loro, infatti, oltre alla pensione normale e ben abbondante, si sono accreditati un vitalizio, di cui molti lo prendono quando sono ancora nella “tenera” età, cioè anche a 38 anni.

LA PATRIMONIALE E LO STATO:
Quindi l’idea che lo Stato possa approvare la patrimoniale, cioè imporre ulteriori prelievi ha chi ha già pagato le tasse sul reddito e sui consumi, considerando che in cambio il popolo riceve solo servizi carenti e a volte insufficienti, è ovviamente impopolare, un Governo che fa una cosa del genere, ha bisogno di essere rimosso e andare a fare dell’altro, come oggi Di Maio, sarebbe giusto che continuasse a vendere i biglietti del Napoli come ha sempre fatto in vita sua.

LA PRIMA CASA:
Come abbiamo detto, oggi in Italia una serie di imposte sul patrimonio esistono di già, lo sa bene chi possiede una utilitaria su cui paga il bollo, allo stesso modo chi ha qualche risparmio in Banca, per non parlare di chi si trovi ad ereditare una seconda casa di cui anche se invendibile, viene subito aggravata da un Imu abbastanza salato, così anche se eredita un capannone da quattro soldi, però a questo punto, c’è da dire che è salva la prima casa di chiunque essa sia, ciò anche se fosse un attico di lusso nel centro di Milano o Roma, e allo stesso modo, si salvano i grandi patrimoni finanziari e sulle rendite che ne derivano.

PATRIMONIO E PATRIMONIALE:
Secondo me, se ci fosse un Governo composto da persone intelligenti e al di sopra delle altre come esperienza e capacità come d’altronde dovrebbero essere i governanti di uno stato repubblicano, sarebbe indaffarato a sistemare una volta per tutte, queste disuguaglianze, infatti, poco più poco meno il 5 per cento più ricco della popolazione, ha un patrimonio pari al 90 per cento in più della normale popolazione, e, la patrimoniale per salvare il Governo dovrebbe essere presa a questi personaggi.
UN UNICA IMPOSTA FISSA:
Quando diciamo “patrimoniale”, un buon Governo dovrebbe intendere un’unica imposta sul complesso del patrimonio mobiliare o immobiliare, detenuto in Italia e/o all’estero, con una franchigia di un milione di euro, in questo caso significa che tanti arriverebbero a pagare meno di quanto paghino ora, e in pochi pagherebbero molto di più, con un saldo generale positivo per le casse dello Stato, mentre invece i più poveri pagherebbero poco o quasi nulla, e tutti sarebbero contenti.

Se le cose stessero così, nessuno reclamerebbe, salvo naturalmente i ricchissimi, ma quelli reclamerebbero anche se non pagassero nulla, infatti prendiamo esempio di coloro che prendono il vitalizio, che per un piccolo calo di poche centinaia di euro spendono una fortuna in avvocati per reclamare, e quelli che fra vitalizio e pensione predono più di 90 mila euro al mese vanno in giro a dire che non riescono arrivare a fine mese, proposito di questo vi racconto un piccolo episodio, vero:

EPISODIO VERO:
Era il 1997, in un paese sull’Appennino parmense, circa 40 km da Parma, era il primo del mese e nella piccola Posta locale c’era la fila di coloro che ritiravano la pensione, c’era chi prendeva 700 mila Lire, chi un milione e qualcuno poco di più, tutti reclamavano che la pensione era bassa e non riuscivano arrivare alla fine del mese, fra questi c’era anche la moglie di un senatore in cui la sua pensione era di quasi 15 milioni di Lire italiane, anche Lei si è unita agli altri a reclamare, ma qualcuno le ha detto se non si vergognava, ……………..

ESEMPIO IN CIFRE:
Ho portato questo esempio in quanto: “chi più ne ha, più reclama e fa la voce grossa, quando gli prendono su qualche cosa, anche un centesimo”, quindi i grandi signori con enormi capitali, sia immobiliare che in contanti su conti correnti, chissà quanti legali mettono per non perdere un centesimo, ma se ci fosse una legge approvata, starebbero zitti, ma nessun politico ha mai avuto il coraggio oppure la capacità di fare una cosa del genere, voglio fare un esempio:

Se un famiglia detiene una casa he vale 100mila euro e un conto in Banca di 20mila euro, in totale ha un capitale di 120mila Euro, se il Governo applica la patrimoniale del 6 per cento, deve pagare: 7.200/00, togliendoli dal conto, gli rimangono in contanti 12.800/00, di cui come sapete, non fa certamente i salti gioia.

ALTRO ESEMPIO IN CIFRE:
Ora prendiamo uno più ricco di cui la casa vale un milione di Euro, ed ha in Banca sul conto corrente cento milioni di euro, in totale ha un capitale di 101 milioni di euro, se il Governo applica la patrimoniale del 6 per cento, deve pagare: sei milioni e sessantamila, togliendoli dal conto corrente, gli rimangono 93.940.000/00, insomma, non diventa certamente povero, questo è quello che dovrebbe fare un Governo con le palle e l’intelligenza e la capacità, ma potete stare certi che Salvini e Di Maio non lo fanno e non lo faranno mai, non lo faranno mai perché non sono capaci e la loro capacità ed intelligenza non ci arriva a capirlo.

CAPITALISMO MODERNO:
Se noi guardiamo il capitalismo che è poi quello che investe nel mondo e può determinare se uno Stato va bene o se va male, dal dopo guerra cioè dagli anni 80 in poi, lo vediamo totalmente cambiato, infatti da allora in poi ha incominciato ad affermare il principio decisivo in cui l’accumulazione del capitale doveva andare in poche mani, infatti si sono formate delle grandi società con un’infinità di capitali e le piccoline sono scomparse oppure tirano avanti non per accumulare, ma per mangiare per così dire dandosi da fare per le grosse, solo uno Stato può fermarle.

Purtroppo questa è la regola del capitalismo, cosa che però, i tipi come Salvini e Di Maio, da come agiscono, non l’hanno ancora capito, se l’avessero capito, non avrebbero fatto il reddito di cittadinanza e neppure la quota cento, infatti questo da forza alle grandi società di accumulare in quanto: per dirla in breve:

REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA CENTO:
Chi prende il reddito, non va a lavorare o fa un lavoro in nero a favore delle grandi società, se va a lavorare in una piccola società perde il reddito, e la società spende un sacco di soldi fra la busta paga, i contributi e le tasse che non ci sta dentro, in breve andrà a fallire o tirerà avanti a malapena, mentre con la quota cento, gli anziani stanno a casa, ma i giovani non vengono assunti a proporzione, e ciò fa pagare meno tasse ai grandi colossi che fanno fare il lavoro a degli artigiani o piccole società a cui pagano poco in quanto loro detergono il mercato, e la piccola società se riesca starci sta dentro, è perché il titolare o i soci lavorano giorno e notte e anche in nero a favore del colosso.

STANNO ROVINANDO L’ITALIA:
Volere o volare, ma questa è la realtà di cui Salvini e Di Maio non hanno capito. E proprio per questo stanno rovinando l’Italia, creano disoccupazione e i giovani se ne devono andare dal Nostro Bel Paese, altro che anni 20 e 30, stiamo andando verso il baratro, in cui per tirare ancora una volta l’Italia al benessere degli anni 70 e 80 ci vorranno più di 20 anni, con dei governanti che sappiano cosa significa “economia”, non come questi che sembrano essere pagati a portare il Paese alla rovina.

ITALIA NEGLI ANNI 70 E 80:
Se applicassero ora la patrimoniale come detto sopra, cioè ai più ricchi, l’Italia in tre anni può tornare ad avere un benessere di più di quello che era degli anni 70 e 80 e crescere sempre di più pur non avendo la Sovranità sulla moneta, non solo, riparandosi dalle speculazioni che possono arrivare sia dalla Germania che dalla Francia, che state pur certi che se non ci mettono il riparo, queste avverranno, e come già detto, questo Governo il riparo non riuscirà a metterlo in quanto non sa come fare e non hanno l’umiltà di farsi insegnare, infatti in ogni discorso pubblico, in ogni reclamo fatto ai Media e cosa del genere, non parlano di progetti futuristici, ma fanno i prepotenti uno con l’altro come se loro fossero degli intelligentoni unici al mondo, così non impareranno mai.

LE VOTAZIONI:
Presto ci sono le votazioni, sia quelle europee che per molte amministrazioni comunali, ogni elettore ci pensi bene e rifletta, si faccia consigliare oppure si informi prima di dare il voto, poi naturalmente, ognuno è responsabile di sé stesso, però nel complesso ognuno è responsabile anche di tutti gli altri e del nostro Bel Paese, Italia.
PARMA 29-04-2019
Aldo FERRARI