CORONA VIRUS 2 CONSEGUENZE

Nel 2002 l’influenza in Italia ha causato quasi 3500 morti, il detto popolare più o meno era: “Stiamo andando sulla Luna, ma non siamo capaci di debellare una malattia passeggera”, ciò sia che il virus sia sorto da “solo”, o che qualcuno per “dispetto” lo ha immesso volontariamente senza pensare alle conseguenze del dopo e senza avere la cognizione di ciò che sarebbe diventato in mezzo al mondo, infatti, nessun scienziato avrebbe pensato a queste conseguenze, ciò ci fa capire ancora una volta che il mondo “scientifico”, è, ,…… ancora imperfetto, oppure, ………..Interessi Personali……………….?.
GROSSI GUADAGNI:
Quello che sta accadendo oggi non è bello, infatti, non è bello solo per i malati e i morti di cui tutti ne siamo dispiaciuti, non è bello in quanto ci fa capire che la scienza medica riesce a diventare solo “SCIENZA positiva” dopo che il fatto è avvenuto, salvo naturalmente che non sia guidata da certi uomini politici, e/o dalla prospettiva di grossi guadagni.
Wuhan in Cina è stata la prima ad averlo.
La cosa era seria, il 23 gennaio Pechino dispose la chiusura totale di tutte le attività produttive riducendo i servizi al minimo indispensabile, ma davvero minimo, imponendo il divieto alla cittadinanza di uscire di casa se non per mandare qualcuno a fare la spesa, ogni tre giorni una persona designata per nucleo familiare, quindi la cosa era molto seria.
Questa persona inviata dalle famiglie al supermercato: a distribuire il cibo, avrebbe trovato l’esercito, nessuno poteva toccare il cibo dentro al supermercato. Ma non era tutto.:
Con Wuhan fu chiusa l’intera regione dell’Hubei e posta in isolamento, una popolazione di 58 milioni di persone tutte chiuse in casa, salvo uno designato a fare spesa per vivere. Ma non è tutto.
Poco meno di un mese dopo il Covid-19 è toccato alla Corea:
in due settimane si passò da 200 contagi a oltre 7mila. Dico settemila.
Nel contempo o poco dopo, il Corona-Virus dopo essersi insediato a macchia di leopardo in diversi Paesi asiatici, è arrivato in Occidente deflagrando, inarrestabile, nel nord Italia.
Si insediò in due delle regioni più ricche e produttive d’Europa.
L’Italia è stata la seconda a dichiarare il lock-down.
Anche se sembra un’eternità, era la prima settimana di marzo, alcuni giorni dopo l’Oms ha dichiarato la pandemia.
Subito dopo alcuni giorni, le agenzie battono la notizia del rinvio dei giochi olimpici di Tokyo al 2021, i contagi nel mondo hanno superato quota 400mila, di cui 40mila in Spagna e 32mila in Germania.
I morti nel nostro Paese sono quasi 7mila, se ne erano contati venti fino al primo marzo.
Come è noto, non esiste ancora un vaccino e solo alcuni farmaci non specifici danno qualche risultato sui pazienti.
Ma per molte delle persone che hanno gravi patologie pregresse, il contagio causa crisi respiratorie spesso letali.
Il virus in pratica prosegue la sua corsa senza trovare ostacoli.
Tuttavia a Wuhan ha rallentato, oggi sembra che si sia fermato, speriamo sia così, la strategia comunque non ha distrutto il virus, infatti il virus è ancora vivo.
Oggi c’è da chiederci? “Il lock-down all’italiana, funziona in Italia?”
Per il momento sembra di si, anche se non blocca la pandemia, però serve a guadagnare tempo per consentire di affrontare un nemico contro cui al momento non si è preparati, infatti: pochi sono immunizzati e non esiste vaccino. Tutto quello che stiamo facendo serve solo a rallentare il contagio, a posticiparlo.
C’è da chiederci: Perché non si può fermare?
Ecco, io esattamente non so rispondere a questa domanda, da quello che sento come notizia dai Telegiornali e da qualche amico medico posso dire che:
Questo virus ha la caratteristica che il contagiato non presenta sintomi per 2-3 giorni pur sottomettendosi a visite mediche.
Infatti: viene imposto il distanziamento sociale, l’igiene accurata, l’uso doveroso della mascherina, con questi comportamenti individuali e sociali che fanno prendere tempo ponendo degli ostacoli tra noi e il virus.
Dopo di questo, c’è la velocità di intervento dello Stato attraverso il sistema sanitario.
Oggi questa velocità in Italia è ancora carente.
Qualche medico mi ha detto che:
“quando i sintomi diventano manifesti quella persona è già infettata e ha infettato qualcuno”.
Stando così le cose a livello istituzionale si pensa di risolvere il problema in ospedale quando il caso è grave, questa è la logica di un malato grave, ma in questo caso, il problema deve essere circoscritto prima sul territorio, evitando quanto più possibile di doverlo affrontare in ospedale perché in tal modo il contagio non si fermerà mai.
Per fare questo bisogna prendere la persona appena manifesta sintomi che potrebbero essere riconducibili al contagio.
Ora stanno tentando di farlo, c’è solo da sperare che ci riescano nei tempi più brevi possibili.
Solo allora il Virus sarà sconfitto.
Se colui che lo ha per dispetto “sparso”, ora dovrebbe avere una coscienza pesante da portare. Sempre che sia così. ………………
SARZANA 04-04-2020
Aldo FERRARI