REALTÀ STORICA

Se diamo una sbirciata alla realtà storica sentendo le testimonianze di che era già al mondo, vediamo che i partigiani nell’ultima guerra, hanno lottato per la democrazia e la libertà, lasciandoci una splendida Costituzione, avevano in sé un’idea di uguaglianza, avevano il senso del collettivo, passione politica e civile.
Salvo alcuni, avevano valori, ideali, coraggio che si scontravano con la logica disumana e criminale dei nazifascisti che, annullando la realtà umana degli ebrei, dei rom e degli oppositori politici li sterminavano come insetti, cercando poi di cancellare anche la memoria della loro esistenza.
Nell’ultima guerra, da una parte, pur fra mille errori, c’era la lotta per la liberazione dall’oppressione, dall’altra c’era un agghiacciante progetto di morte e di distruzione. La storia è storia. Gli antifascisti hanno liberato l’Italia dal nazifascismo. Il fascismo è un crimine. È fuorilegge.
Contro questa verità si infrange il negazionismo di politici di destra come il leghista Matteo Salvini che ama citare Mussolini e, incurante del senso delle istituzioni, ha messo sullo stesso piano fascisti e partigiani disertando la festa nazionale del 25 aprile nel 2019, quando era ministro dell’Interno.
Contro i cattivi maestri che vorrebbero iniettare veleno nella mente dei più giovani, contro le fake news che hanno contribuito a costruire il mito degli Italiani brava gente, contro il revisionismo con testimonianze dirette e documenti alla mano mostrano bene come il fascismo non sia stato affatto una parata carnevalesca, sgangherata e grottesca.
Il duce non fu una macchietta fanfarona, nata per carnevale.
Il fascismo fu un regime totalitario e criminale, corporativo, razzista, imperialista, misogino, ottuso, violento, sanguinario, spietato.
E tale fu Mussolini, al quale Hitler si ispirò.
Come tutti sappiamo, il regime fascista si rese responsabile di un genocidio in Libia, che ripercorre tutta la feroce vicenda del colonialismo italiano in Cirenaica e non solo, il regime fascista, per primo, usò armi chimiche, massacrando la popolazione civile in Etiopia.
Concepì e promulgò le leggi razziali che causarono deportazioni di massa e milioni di morti nei forni crematori.
Si macchiò di assassinii feroci, convinti che la scuola Fascista, dovrebbe stare in tutte le scuole, e un passaggio come questo avvenne nel 1994 quando i neofascisti del Msi, confluiti dentro Alleanza nazionale di Gianfranco Fini, andarono al governo con Forza Italia di Silvio Berlusconi e con la Lega Nord, guardiamo la storia del dopo 1994, L’Italia uscita da Mani Pulite, non si riprese più.
Dal dopo guerra era andata bene fino allora, ma dopo il 1994, non ci fu più ripresa, mentre invece le aziende di Berlusconi fioriscono alle nostre spalle.
Ma pensiamoci bene, allo sdoganamento del neofascismo, hanno concorso anche la Tv di Berlusconi, invitando esponenti di Forza Nuova e Casa-Pound a parlare nei talk show, furono scelte politiche che inneggiavano il ritorno del Fascismo velato.
Quando il Parlamento Europeo, nel 2018 ha promosso una risoluzione Ue per lo scioglimento e la messa al bando di tutte le formazioni neofasciste in Europa, dopo quell’importante voto favorevole dell’Aula l’allora presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ebbe l’ardire di affermare che “Mussolini aveva fatto anche cose buone”.
Ciò suscitò grande scandalo, tanto da essere costretto a ritrattare.
Contro le falsità che ancora girano in rete i certe dicerie che ancora girano per l’Italia, ricordo che il Duce non ha creato le pensioni, infatti, la previdenza sociale nacque nel 1898 con la fondazione della Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai.
Mentre la pensione sociale viene introdotta solo nel 1969.
Né tanto meno istituì la cassa integrazione, che fu varata nell’agosto 1947. Mussolini non inventò l’indennità di malattia, fu istituita il 13 maggio 1947 e nel ’68 fu estesa a tutti i lavoratori.
E ancora: Mussolini non concesse il voto alle donne che potevano esprimersi solo in piccoli referendum locali mentre erano del tutto escluse dalle elezioni politiche.
La prima volta che le donne furono ammesse al voto fu al referendum del 1946.
Contro le bufale che producono una pericolosa falsa memoria, contro i danni della memoria corta torniamo a studiare la storia.

Si, tutti noi dobbiamo studiare le cosa passate per farne una guida per il futuro e nel contempo:
Studiamo per la libertà accompagnata dal benessere individuale e famigliare.
PARMA 26-07-2020
Aldo FERRARI