IL LEADER: SALVINI

Quando l’uomo si trova con gli amici a discutere in un Bar qualsiasi, andare controcorrente e vantarsi, è un modo semplice per farsi notare, li per li può anche funzionare, ma è un qualcosa che funziona per breve tempo.
Non è difficile, nelle discussioni da Bar sentire: “ se fossi io al Governo in tre mesi risolvo tutto”.
Alcuni fanno anche i nomi: “se fossi al posto di Trump, farei”, …………..
Questo modo di discutere da uomini al Bar o da bar, da quando c’è Salvini così “alto” in politica, lui e i suoi “fedeli”, lo stanno facendo in modo uguale in Parlamento.
Fateci caso: eccolo qui, Matteo Salvini, in tutto il suo splendore di vittima sacrificale che si offre ai suoi elettori e che prepara la propaganda per i prossimi mesi sperando di passare incolume questa estate senza ripetere gli errori dell’anno scorso.
L’uomo che voleva “tutti i poteri” l’anno scorso mentre ballava a torso nudo sulla spiaggia del Papeete, quest’anno ha deciso di rivendersi come l’uomo che va a processo per le sue idee e che vuole essere il martire del difensore dei confini italiani.
Peccato che la narrazione, per quanto rivenduta con una certa alchimia, non stia per niente in piedi proprio per tutta la fatica che ci ha messo brigando per farsi salvare dai suoi amici (e dai suoi finti nemici) in Parlamento.
Se avesse voluto fare l’eroe avrebbe dovuto avere il fisico per farlo fino in fondo, si dal principio fino in fondo, mentre invece si ritrova a essere un vile – codardo, infatti:
Ha fatto tutto il possibile per scappare dal processo e infine, quando non ha avuto più armi a disposizione per evitarlo, cioè non poteva più scappare, fa l’eroe, ce lo vuole rivendere come se fosse una medaglia al “Valore”, che si porta al petto.
Prima frigna come un bambino piccolo, piccolo, poi lo rivendica per fare l’eroe:
mi dispiace per così dire, e la gente lo ha capito, ma l’atteggiamento bambinesco depotenzierà non poco il suo messaggio e difficilmente la parte dell’eroe nazionale gli si confà, tutti lo hanno capito che è solo un ciarlatano di poco conto.
Certo, adesso resta anche da vedere che ne faranno i suoi alleati:
Silvio Berlusconi ha usato il rinvio a giudizio semplicemente per rivendicare la propria storia da pluricondannato, sostanzialmente parlando di se stesso più che di quello che potrebbe accadere all’ex ministro dell’Interno di cui, oltre a dire stupidate non può dire nulla.
Giorgia Meloni ha avanzato una difesa di facciata che è risultata poco convincente e non bisogna essere fini analisti per capire che proprio sul processo potrebbe avvenire il sorpasso che porterebbe la leader di Fratelli d’Italia a tenere in mano le redini di tutto il centrodestra.
“Tornerò l’anno prossimo da presidente del Consiglio”, ha detto Salvini a Milano Marittima qualche giorno fa, ovviamente sulla spiaggia che è luogo a lui consono, e che non si sia sentita la fragorosa risata di risposta che si sono fatti dalle parti del Parlamento, è solo dovuto a una forma di buona educazione.
Ormai è scontato, purtroppo il governo rimarrà in piedi, eccome, e se c’è un rischio per la montagna di soldi che arriverà dall’Europa sarà piuttosto un tentativo di restaurazione di antichi poteri, gli stessi che già digeriscono molto poco il governo con Conte e M5S e centrosinistra.
Sia questi e altri tipo Berlusconi e anche la Meloni, potete stare certi che non metterebbero in mano tutto il malloppo che deve arrivare, a Salvini, ci gioco la vita, da tutti questi, si da tutti questi: viene giudicato troppo inaffidabile per operazioni politiche di rilevanza internazionale.

A proposito di politica internazionale: gli ultimi fatti avvenuti in Europa, hanno dato un duro colpo alla narrazione sovranista del leader della Lega, e ora dalle parti di via Bellerio si cerca di capire la strategia per riuscire a trascinarsi nei prossimi mesi per non perdere ciò che hanno guadagnato, copiare da Trump come cercano di fare una certa arte di leghisti, rimane sempre la poco da guadagnare.
PARMA 08-08-2020
Aldo FERRARI