DEPUTATI ARRAFFONI

Come tutti sappiamo, il Governo ha messo a disposizione 600 euro al mese per coloro che avevano perso il lavoro causa la pandemia del CoronaVirus, chi ne aveva bisogno (senza farla tanto lunga), poteva fare domanda e gli venivano dati senza tanti controlli.

Ma guarda caso, (noi italiani siamo sempre speciali e senza vergogna), Cinque deputati, pensate cinque deputati hanno fatto richiesta all’Inps di quel bonus da 600 euro che era stato previsto dai decreti Cura Italia e Rilancio, per sostenere partite Iva e autonomi in difficoltà durante l’emergenza coronavirus.

La Direzione centrale Antifrode, Anticorruzione e Trasparenza dell’Inps, ha scoperto che cinque deputati della Repubblica Italiana, tutta gente che ha uno stipendio lauto e assicurato perfino in tempi di pandemia, hanno pensato bene di fare richiesta (e ottenere, come sancisce la legge fatta) il bonus dei 600 euro che il governo aveva varato con i decreti Cura Italia e Rilancio, che erano destinati alle partite Iva e ad alcune specifiche categorie di autonomi.
I bonus erano stati pensati per venire incontro alle partite Iva che scontavano il calo di lavoro durante il periodo di lockdown e che avrebbero potuto avere un po’ di ossigeno, anche se sono pochi, è sempre denaro messo in tasca gratuitamente, quindi ben venga.
Sia chiaro: vi basta avere un amico commercialista per sapere che le pratiche dei bonus alle partite Iva sono state preparate per persone che non hanno avuto nessun problema economico e perfino per ricchi imprenditori che quella stessa cifra la spendono per un sostanzioso aperitivo in terrazza con gli amici.
I furbi ormai in Italia, non stupiscono più da un bel pezzo e in Italia (forse come nel resto del mondo, anche se io non ci credo che i deputati negli altri Paesi si comportino così, anche se prendono molto meno dei nostri, infatti noi italiani abbiamo i deputati che prendono più del doppio che in tutti gli altri Paesi al mondo) i nostri deputati si devono guardare uno con l’altro per mandare avanti l’impegno legislativo, infatti, l’impegno si consuma più nel non dare accesso ai furbi piuttosto che dare sostegno ai bisognosi.
Anche questa è una sfortuna a cui siamo abituati.
I cinque parlamentari, almeno tre, sono dei 5stelle, quelli che dovevano dimezzare gli stipendi, invece risultano essere solo degli arraffoni e gente di poco conto.
Infatti migliaia di persone hanno rinunciato al bonus (volontariamente) perché hanno ritenuto più giusto che finisse ad altri più bisognosi, mentre questi hanno dimostrato di avere un’etica che li rende indegni di essere cittadini, prima che parlamentari, quindi questi sono una parte di parlamentari che dovrebbero essere buttati fuori senza mezzi termini e non ottenere più nessun impiego Statale.
Questi parlamentari sono quegli stessi parlamentari che avrebbero potuto (e dovuto) riflettere sul fatto che il decreto così com’era scritto presentava evidenti falle e risultava iniquo e invece hanno sfruttato quelle falle.
Questi sono una piccola parte dei nostri parlamentari, di cui speriamo che gli elettori ne tengano conto alle prossime elezioni.
Ma non preoccupatevi cari concittadini, diranno che è tutta colpa dei loro commercialisti. Andrà così.
E la bocca degli avidi non dirà mai: mi basta.
PARMA 31-08-2020
Aldo FERRARI